Saman, Marwa Mahmoud: parliamo di femminicidio e mancanza di cittadinanza

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Posta sulla sua pagina Facebook Marwa Mahmoud, consigliera comunale del Pd a Reggio Emilia, dopo avere partecipato l’altra sera alla trasmissione Otto e Mezzo, ospite di Lilli Gruber, sulla vicenda di Saman Abbas: “Più passano le ore più emergono dettagli terribili sulla morte di #SamanAbbas. Un racconto che non avremmo voluto sentire, perché fino alla fine abbiamo sperato di avere sue notizie. Di saperla sana e salva.
Voglio fare solo una considerazione, che ritengo importante e che ho fatto stasera a Otto e Mezzo, ospite di Lili Gruber. Credo non si debba perdere il punto di vista con cui leggere questa tragedia: quello del femminicidio. Ancora una volta, purtroppo, parliamo di uomini che uccidono donne indifese.
È già partito il dibattito politico, schiacciato, per motivi elettorali, su una lettura semplificata e stereotipata di questa vicenda: l’omocidio religioso, lo scontro tra culture, il fallimento del dialogo interculturale nel nostro Paese.
Una lettura troppo facile, troppo semplicistica. Andiamo a fondo, una volta per tutte. Parliamo di femminicidio e parliamo della mancanza di cittadinanza.

Saman è stata vittima della violenza maschile. Che ha radici in una cultura patriarcale del matrimonio, la stessa che fino ai primi anni 80 ammetteva il delitto d’onore anche in Italia.
Saman è tornata a casa, dalle persone che l’hanno uccisa, perché voleva riavere i suoi documenti, il suo passaporto per fuggire una volta per tutte. Cosa sarebbe successo se fosse già stata cittadina italiana? Se avesse avuto il diritto di scegliere sul suo destino?

Se vogliamo davvero salvare la vita delle donne, perché di questo stiamo parlando, dobbiamo iniziare a rispondere a queste domande”.



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