La Procura di Reggio ha concesso il nulla osta per i funerali di Daniela Coman, la donna di 48 anni di nazionalità rumena uccisa a metà maggio in un appartamento al primo piano di una palazzina di via Dinazzano, a Prato di Correggio, in provincia di Reggio.
L’autopsia sul corpo della vittima, effettuata al Policlinico di Modena, ha confermato come causa del decesso l’asfissia meccanica: l’ex compagno Peter Pancaldi, che nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del cadavere della donna aveva confessato le sue responsabilità, e che è indagato per omicidio premeditato aggravato, l’avrebbe dunque strangolata a morte, come era apparso probabile già al momento dell’analisi della scena del crimine.
La decisione della Procura reggiana sblocca lo stand-by di queste ultime settimane e consente di fissare la data della cerimonia funebre: le esequie si terranno a Sassuolo, in provincia di Modena, dove abitano il figlio di undici anni di Daniela Coman e il padre del ragazzino, ex compagno della vittima. Anche la sepoltura, secondo le volontà dei familiari, dovrebbe avvenire nel cimitero di Sassuolo.






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