Prima assoluta al festival Aperto di Reggio

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Eurydice, une expérience du noir – in prima assoluta nel festival Aperto domenica 18 ottobre, alle ore 16 e alle 20.30 al Teatro Cavallerizza – è un’opera dalla forte componente visiva, che fa rivivere il mito di Euridice, in un lavoro per soprano, pianoforte e live electronics del compositore Dmitri Kourliandski.
Di Euridice si sa che fu morsa da un serpente e che Orfeo s’impegnò a salvarla recuperandola dagli inferi. E si conosce il seguito, cioè che, girandosi verso di lei, Orfeo la perdette definitivamente.

REPRÉSENTATION DE EURYDICA À L’ÉCOLE NORMAL SUP DE SACLAY LE VENDREDI 13 MARS 2020 DANS UNE MISE EN SCÈNE D’ANTOINE GINGT SUR UNE COMPOSITION MUSICALE DE DIMITRI KOURLIANDSKI AVEC LE DANSEUR DOMINIQUE MERCY LA SOPRANO JEANNE CROUSAUD ET LA PIANISTE BIANCA CHILLEMI

Di Euridice si sa anche che è stata la prima opera della storia che ci sia pervenuta: si tratta dell’Euridice di Jacopo Peri creata nel 1600, dunque di sette anni prima dell’Orfeo di Monteverdi. I compositori si sono serviti di questo mito talmente tante volte nelle loro composizioni che è quasi impossibile tenerne il conto.
Nell’opera, in cui Kourliandski lavora per sottrazione sulla partitura, il pubblico sprofonda nella solitudine di Euridice. Ella è circondata da voci, le cui deformazioni si suppongono provocate dalla distanza che separa la donna dal mondo dei vivi. Il lungo poema di Nastya Rodionova, sul quale è composta la parte vocale divisa in sette arie, è un’intima introspezione, un’immersione entro un ambiente elettronico ossessivo e carico di immagini. Un’esperienza del nero.
C’è differenza tra Euridice e una donna di oggi che vive in una città moderna? O noi siamo dei miti per noi stessi? Chi tra Euridice – la soprano Anne Emmanuelle Davy – e Orfeo – il pilastro del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, Dominique Mercy – è scappato? Chi tra loro è sopravvissuto?
Il regista, Antoine Gindt, che a Reggio Emilia aveva messo in scena Ring Saga, adattamento della grande opera di Wagner L’anello del Nibelungo (2012) e Giordano Bruno di Francesco Filidei (2016) – così spiega: “Immaginiamo lo spettatore/ascoltatore al centro di queste allucinazioni sonore, di fronte a un rituale in cui corpo e voce di Euridice si cercano, ora dissociati ora riuniti, di fronte alla memoria di Orfeo, che abbiamo affidato al danzatore Dominique Mercy”.
Lo spettacolo è in lingua francese.

Domenica 18 ottobre, ore 16 e ore 20.30 Teatro Cavallerizza
Eurydice
une experiénce du noir
musica di Dmitri Kourliandski su un testo poetico di Nastya Rodionova crezione originale (versione francese, su richiesta di T&M-Paris) regìa Antoine Gindt assistente alla regìa Elodie Brémaud scenografia Elise Capdenat luci Daniel Levy costumi Fanny Brouste accessori Pia de Compiègne programmazione sistema informatico Oleg Makarov

Con Dominique Mercy (Orfeo) Anne-Emmanuelle Davy (Euridice) Bianca Chillemi pianista
Spettacolo in lingua francese (versione stabilita da Antoine Gindt e Elodie Brémaud)

produzione T&M – coproduzione Scène de Recherche ENS Paris-Saclay, Théâtre de Nîmes, Fondazione I Teatri Reggio Emilia / Festival Aperto, Schwetzingen Festspiele – con il sostegno di Fonds de Création Lyrique – si ringrazia Onde Théâtre-Centre d’Art di Vélizy



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