Dopo lo sgretolamento della giunta del Movimento Cinque Stelle della sindaca Manuela Sangiorgi, eletta alle elezioni del 2018 ma durata soltanto un paio d’anni, cade il baluardo pentastellato nel cuore dell’Emilia-Romagna: Imola, infatti, è tornata sotto un’amministrazione del Partito Democratico.
A sancirlo sono state le elezioni 2020 nel comune del territorio della città metropolitana di Bologna, che hanno certificato la vittoria del candidato del centrosinistra Marco Panieri, sostenuto da una coalizione allargata e capace di raccogliere il 57,24% dei voti, sufficienti per battere già al primo turno il candidato del centrodestra Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega e fedelissimo di Matteo Salvini sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che si è dovuto accontentare del 26,73%.
Quel che restava del Movimento 5 Stelle imolese dopo la frattura interna aveva presentato alle elezioni come candidato sindaco l’ex magistrato Ezio Roi, che tuttavia non è andato oltre il 6,30% ed è stato sorpassato anche da Carmen Cappello (7,54%, in campo con una propria lista), che tre anni fa da candidata della coalizione di centrosinistra fu protagonista della rovinosa e storica sconfitta nella roccaforte democratica.
Dopo l’ufficializzazione dei risultati il sindaco di Bologna e della Città metropolitana di Bologna Virginio Merola ha telefonato a Panieri: “Sono molto contento per questa bella vittoria che riporta Imola al centrosinistra. Come Città metropolitana abbiamo bisogno di un interlocutore forte e affidabile alla guida della seconda città del territorio metropolitano, e Marco certamente lo è”.






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