Dopo il caso del San Cataldo di Modena, la Regione vuole valorizzare i cimiteri monumentali

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Dopo il caso dell’ala dedicata ai caduti del San Cataldo di Modena, la Regione discute sul riconoscimento dei cimiteriali monumentali come elementi del patrimonio culturale regionale ed europeo. È l’obiettivo del progetto di legge della giunta illustrato in udienza conoscitiva in commissione Cultura (presieduta da Francesca Marchetti). La legge consentirà una serie di azioni, tra cui conservazione e restauro, ma anche mostre, progetti digitali e turistici, per la valorizzazione dei cimiteri “significativi”.

Il processo di patrimonializzazione dei cimiteri è stato promosso dall’Associazione no profit Asce (Association of significant cemeteries in Europe), che dal 2001 raccoglie una serie di organismi di ricerca e istituzioni pubbliche. L’Emilia-Romagna, con una decina di siti cimiteriali membri di Asce, è una delle aree europee maggiormente rappresentate e i cimiteri riconosciuti entrerebbero in uno specifico percorso culturale che potrebbe essere allargato ad altri luoghi della memoria collegati a percorsi turistico-culturali in ambito nazionale ed europeo.

Il relatore di maggioranza Federico Alessandro Amico ha spiegato: “Il progetto di legge coglie pienamente l’obiettivo di conservare e valorizzare i luoghi culturali. Oltre a essere la prima legge regionale in questo ambito ci consente di inserirci in un contesto europeo”.

Il relatore di minoranza Massimiliano Pompignoli ha aggiunto: “In questo momento di ascolto possiamo capire se il testo presentato dalla giunta ha bisogno di eventuali integrazioni”.

Giulia Depentor scrittrice e produttrice di podcast ha commentato: “Il mio progetto principale è un podcast sui cimiteri dal titolo ‘Camposanto’ e racconta i cimiteri in giro per il mondo e in Italia ed è basato sulla convinzione che i cimiteri sono luoghi che offrono uno sguardo inedito sulle altre culture”.

Francesca Bedogni sindaca di Cavriago (Reggio Emilia) ha commentato: “Condivido la soddisfazione per l’interesse della Regione per i cimiteri monumentali. Nel nostro comune abbiamo un cimitero di epoca napoleonica rimasto in funzione fino al 1923 poi chiuso e dimenticato. C’è già un progetto di restauro conservativo in attesa di finanziamento per cui è fondamentale iniziare una riflessione sulla valorizzazione e mettere a sistema la mappatura di questi siti”.

Daniela Leotti responsabile settore funerario di Utilitalia Sefit (società che si occupa di gestione cimiteriale) ha spiegato: “Occorrono orientamenti uniformi sul territorio nazionale per garantire piena operatività. Riconosciamo in questa legge tratti meritevoli come la possibilità di creare reti e partecipare a progetti internazionali. La Regione ha possibilità di confronto a livello statale ed è importante che anche i Comuni si attivino per la gestione del loro patrimonio cimiteriale”.

Francesco Gonfiantini responsabile gestione patrimonio di Area Blu (società che si occupa di servizi cimiteriali) ha sottolineato: “I cimiteri monumentali necessitano di manutenzione complessa, particolare e continuativa. Bene che attraverso questa legge si prenda in carico una parte di questi complessi che inizierebbe a degradarsi”.

Per Daniele Fogli, amministratore unico nel settore dei servizi funerari, ha evidenziato: “Questo pdl è un traguardo importante per il sistema cimiteriale italiano. Da tempo c’era la necessità di un meccanismo per intervenire pubblicamente sulle tombe abbandonate e garantirne la manutenzione poiché il mantenimento ha costi importanti”.

Maura Bardi presidente dell’associazione culturale Carmen Zanti Aps di Cavriago che promuove iniziative volte alla valorizzazione del cimitero napoleonico ha aggiunto: “Il nostro cimitero monumentale è un archivio di pietra. Giusto il recupero di queste aree”.

L’assessore alla Cultura Mauro Felicori ha chiuso evidenziando “le potenzialità straordinarie di diffusione di cultura di questi luoghi. Raccolgo il suggerimento di far sì che anche altre Regioni possano ripetere l’esperienza di questa legge, rafforzando il patto con il ministero della Cultura”.



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