
La genericità della disposizione rischia di andare oltre la propria finalità, che è quella di colpire chi gode di incentivi per investire in Italia e una volta ottenuto tali benefici sposta i beni agevolati all’estero.Tant’è vero che un’impresa italiana, vincitrice di un appalto per opere realizzate all’estero, rischia di vedersi definanziato il macchinario che userà in quella commessa”.Ad affermarlo sono Benedetta FIORINI e Maurizio Carrara, deputati di Forza Italia, Segretaria e componente della Commissione Attività Produttive della Camera.“E’ necessario incentivare e non sanzionare l’internazionalizzazione delle imprese. La possibilità di ottenere commesse all’estero è garanzia per lo sviluppo delle nostre aziende e per il mantenimento dei posti di lavoro in Italia. In sede di conversione del decreto, è opportuno introdurre la possibilità di disapplicazione della norma se la delocalizzazione del macchinario non avviene con finalità di sottrarre occupazione e capacità produttiva all’Italia, ma per specifiche esigenze aziendali e collegate alla commessa in questione e di giustificato motivo, quale, ad esempio, l’aggiudicazione di un appalto da realizzarsi all’estero”, concludono Fiorini e Carrara.






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Ottimo,il verde può solo fare bene e migliorare il clima urbano. Quel viale può solo migliorare
Specializzati a Reggio. Importante tagliare nastri per nuove ciclabili. Poi pazienza se ci scappa il morto perché fatte male.
Grande kar Lotta: ogni giorno partorisce una puttanata da Guinness! Avanti così, fino alla sconfitta!
Finalmente gli ebeti dicono qualcosa di moderno (non dico di sinistra perchè in un paese di trogloditi bigotti potrebbe essere oltraggioso).
Azione che cosa è? Una bocciofila? Una Misericordia? Una confraternita di amanti del bridge?