
La genericità della disposizione rischia di andare oltre la propria finalità, che è quella di colpire chi gode di incentivi per investire in Italia e una volta ottenuto tali benefici sposta i beni agevolati all’estero.Tant’è vero che un’impresa italiana, vincitrice di un appalto per opere realizzate all’estero, rischia di vedersi definanziato il macchinario che userà in quella commessa”.Ad affermarlo sono Benedetta FIORINI e Maurizio Carrara, deputati di Forza Italia, Segretaria e componente della Commissione Attività Produttive della Camera.“E’ necessario incentivare e non sanzionare l’internazionalizzazione delle imprese. La possibilità di ottenere commesse all’estero è garanzia per lo sviluppo delle nostre aziende e per il mantenimento dei posti di lavoro in Italia. In sede di conversione del decreto, è opportuno introdurre la possibilità di disapplicazione della norma se la delocalizzazione del macchinario non avviene con finalità di sottrarre occupazione e capacità produttiva all’Italia, ma per specifiche esigenze aziendali e collegate alla commessa in questione e di giustificato motivo, quale, ad esempio, l’aggiudicazione di un appalto da realizzarsi all’estero”, concludono Fiorini e Carrara.






Ultimi commenti
Infatti la nostra è una finta democrazia, mai come ora è stato così evidente...questa europa è destinata ad implodere con o senza guerre si vedrà.
tutto molto bello, pero' se in stazione abbiamo l'Esercito mi auguro che nelle nuove Ramblas ci mettano come minimo un presidio con l'Ejército de Tierra....
Ma quali famiglie coinvolte?! Avete letto, voi coordinamento di forza italia, che razza di sorte toccherebbe loro? Ri.prendete in mano quel famigerato progetto e rendetevi
Quadro perfetto della locale "intellighenzia": incapace, supponente e sfruttatrice dell'altrui buona fede. Sempre si torna al pifferaio di Hamelin.
Ah i tavoli di confronto, i gruppi di lavoro, per non parlare del raccordo fra le istituzioni! Un'autentica libidine socio.psico.educativa degna delle prime innovazioni annunciate […]