Uno dei manifestanti che hanno partecipato ai disordini scoppiati nella serata di lunedì 20 luglio a Bologna, quando gruppi di antagonisti hanno protestato e si sono scontrati a lungo con le forze dell’ordine in centro storico, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
L’arresto è stato eseguito dalla Digos, su disposizione della Procura bolognese, e dovrà essere convalidato. La posizione di altre persone che sono state identificate durante gli scontri è attualmente in fase di valutazione: il bilancio delle misure cautelari potrebbe dunque aumentare nelle prossime ore o nei prossimi giorni.
I disordini sono iniziati nel tardo pomeriggio di lunedì, quando un gruppo di manifestanti si è assembrato in piazza Roosevelt, davanti alle sedi di Prefettura e Questura, difese da agenti della Polizia di Stato in tenuta antisommossa: quando i manifestanti si sono avvicinati troppo, e hanno iniziato a spingere contro gli scudi dei poliziotti, sono partite le cariche, supportate dagli idranti e dal lancio di lacrimogeni per far allontanare i più facinorosi.
I manifestanti, per tutta risposta, hanno lanciato bottiglie e una bomba carta, hanno staccato le protezioni dei finestrini dei blindati della Polizia per poi lanciarle contro gli stessi mezzi. Più tardi gli scontri si sono spostati in altre vie del centro: sono state incendiate due auto del Comune di Bologna e sono state danneggiate numerose biciclette del servizio di bike sharing, usate come materiale – assieme a cartelli stradali e transenne – per innalzare una barricata in mezzo alla strada per impedire il passaggio ai mezzi delle forze dell’ordine.






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