Disagio sociale post-pandemia, da settembre in Emilia-Romagna due psicologi in ogni distretto sanitario

pubblico in sala incontro sanità

Due psicologi in ogni distretto sanitario a partire da settembre e il reclutamento – in maniera stabile e progressiva – di altrettanti professionisti specializzati nella cura e nel trattamento delle patologie e dei disturbi comportamentali in ciascuna delle 164 Case della comunità che sorgeranno da Piacenza a Rimini entro il 2026 grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): è questo il piano della Regione Emilia-Romagna per rafforzare la rete di servizi di supporto psicologico sul territorio in risposta al crescente disagio sociale provocato da due anni di pandemia in ampie fasce della popolazione, in particolare tra bambini e adolescenti.

Un piano in due tappe che prende le mosse dalle prime sperimentazioni avviate sull’onda dell’emergenza sanitaria Covid-19 e che punta a una maggiore integrazione e qualificazione dei servizi sul territorio, dai centri di salute mentale ai servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dagli sportelli di ascolto nelle scuole ai consultori familiari presenti nei 38 distretti socio-sanitari dell’Emilia-Romagna.

“Siamo alla vigilia di un grande processo di modernizzazione del sistema sanitario regionale, con un programma di investimenti da oltre mezzo miliardo di euro messi a disposizione dal Pnrr”, ha annunciato venerdì 4 marzo l’assessore regionale alle politiche per la salute Raffaele Donini durante il primo dei nove seminari su “Benessere psicologico e organizzazione dei servizi sanitari in Emilia-Romagna” promossi dalla Regione.

“In questo ambito – ha aggiunto – vogliamo qualificare e potenziare ulteriormente la rete dei servizi psicologici, con priorità agli adolescenti, che hanno sofferto più di altri a causa dell’impatto negativo della pandemia sulle relazioni sociali e sugli stili di vita. Continueremo a rafforzare gli organici perché di questi professionisti c’è sempre più bisogno. Continuiamo a lavorare per una sanità che si prenda cura di tutti, a partire dai più fragili”.

Tra il 2018 e il 2021 in Emilia-Romagna sono stati assunti 134 nuovi psicologi, per un investimento di oltre 9 milioni di euro. Nel solo 2021 sono stati stanziati circa 1,5 milioni per il reclutamento straordinario di decine di professionisti per arginare gli effetti negativi dell’emergenza Covid-19 sulla salute mentale delle persone, risorse che saranno confermate anche per il 2022. Dal prossimo settembre, inoltre, gli organici saranno ulteriormente incrementati con due specialisti in più in ogni distretto sanitario, per un impegno finanziario di oltre 1,7 milioni.

Per quanto riguarda il piano relativo alle Case di comunità, invece, nei prossimi quattro anni saranno assunti complessivamente 328 professionisti e professioniste, con un investimento a regime di quasi 23 milioni di euro all’anno. Quella dello psicologo all’interno delle future Case della comunità, nei piani della Regione, sarà una figura con competenze altamente specialistiche, che lavorerà in stretta connessione con i medici di base, i pediatri di libera scelta e con i servizi di secondo livello (consultori familiari, centri di salute mentale e neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza), che saranno ulteriormente potenziati.

Tra le priorità ci sarà anche lo sviluppo della telemedicina, che ha conosciuto un vero e proprio boom durante il lockdown del 2020 e nei periodi di maggiori restrizioni, al punto da essere ormai entrata a pieno titolo tra le opzioni terapeutiche standard.



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