Nel 2019 il Corecom ha fatto sì che i cittadini dell’Emilia-Romagna potessero avere riconosciuti oltre 2 milioni di euro a seguito delle richieste di conciliazione e di definizione in controversie nel settore della telecomunicazione elettronica (gestori telefonici e pay tv). Sempre negli scorsi 12 mesi Corecom ha svolto le sue attività di monitoraggio delle tv e soprattutto, anche con un occhio attento alla parità di genere, ha vigilato sulla corretta applicazione della par condicio nei turni elettorali amministrativi ed europei del 2019 e nelle elezioni regionali del gennaio 2020.
I dati dell’attività di Corecom sono stati presentati oggi dal Presidente Stefano Cuppi e dal Vicepresidente Alfonso Umberto Calabrese nel corso dell’annuale relazione svolta in un’audizione della Commissione Parità presieduta da Francesco Alessandro Amico.
“Abbiamo svolto come da mandato le attività che la legge regionale affida a Corecom”, ha spiegato il Presidente Cuppi, che tra le tante iniziative svolte si è soffermato soprattutto sul progetto “A scuola con i media”, che ha portato alla realizzazione di 50 laboratori e incontri di educazione ai rapporti con i mezzi di informazione rivolti a studenti delle scuole secondarie di primo grado.
Da segnalare, inoltre, i convegni dell’8 ottobre e del 26 novembre 2019 che hanno visto la presenza di relatori e ospiti di livello nazionale, in particolare quello di novembre dedicato alla “Liberazione della Banda 700mhz: road map e contributi per i cittadini”.
Dal canto suo, il vicepresidente Calabrese ha sottolineato come tutta l’attività di conciliazione, contenzioso e definizioni annuali abbia fatto registrare un forte aumento: il binomio conciliazioni-contenziosi sono stati 9.476 (+10,6% rispetto al 2018) e le definizioni annuali oltre mille (+24,1%). Nel 75% dei casi di queste attività gli esiti sono stati a favore delle istanze avanzate dai cittadini.
Sempre nel corso del 2019 Corecom, in accordo con Anci, ha avviato l’apertura di sportelli sul territorio per favorire l’accesso alla piattaforma “Concilia web” delle persone che non hanno conoscenze e strumenti informatici.
“Stiamo aiutando la parte più fragile della popolazione a veder riconosciuti i propri diritti”, ha riferito Calabrese.






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