È l’artista indonesiana Dian Suci, di base a Yogyakarta, la vincitrice della decima edizione del Max Mara Art Prize for Women. L’annuncio è avvenuto a Venezia in un palcoscenico d’eccezione, durante l’apertura della 61ª Biennale d’Arte, a testimonianza del valore internazionale della sua ricerca.
La pratica di Suci è da sempre molto profonda e politica: partendo dalla sua esperienza di madre single, l’artista esplora come il potere, il patriarcato e il capitalismo influenzino la dimensione domestica e sociale delle donne.

Dian Suci
I want to tell a long story. But are you able? Am I able?
2018
acquerello e acrilico su carta, tinture al tè su carta da pane / watercolor on paper, acrylic on paper, tea dyes on bread paper
dimensioni variabili / variable dimensions
© Dian Suci
ph. Mohammad Febrian
Con il progetto vincitore, intitolato “Crafting Spirit: Cultural Dialogues in Heritage and Practice”, Suci intraprenderà ora una residenza itinerante di sei mesi in Italia, pensata come un viaggio di studio e creazione che metta a confronto la cultura indonesiana con quella italiana.
Il cuore della sua indagine è il rapporto tra la produzione di oggetti sacri e il sistema capitalistico: Suci vuole capire se la spiritualità possa ancora rappresentare una forma di resistenza culturale nonostante la mercificazione dei simboli religiosi. Per lei l’artigianato non è solo tecnica, ma un archivio vivo di gesti e memorie che raccontano l’evoluzione di un popolo.

Dian Suci
Larung May the Blooms Be Carried Safely through the Night
2024
palanchino intagliato in legno, pezzi di legno intagliati, mordente su tessuto di cotone e seta tinto con noce di betel e legno di sappan, lampada, olio su tela, testa di bufalo in legno, tessuto intrecciato a mano Jepara, rosario, resina profumata a tre colori, estratto di tintura a base di spezie su tessuto di cotone / wood carved palanquin, wood carved pieces, mordant on cotton and silk fabric dyed with betel nut and sappanwood, lamp, oil on canvas, wooden buffalo head, Jepara handwoven fabric, prayer beads, three-colored incense resin, spice-based dye extract on cotton fabric
dimensioni variabili / variable dimensions
© and ph. Dian Suci
Il suo itinerario italiano toccherà luoghi simbolo della nostra tradizione: inizierà da Assisi, vivendo con la comunità monastica di San Masseo per osservare il contrasto tra fede e mercato, per poi spostarsi a Roma, dove approfondirà i simboli della liturgia in Vaticano, a San Pietro. Il viaggio proseguirà poi verso sud, a Lecce, per studiare l’arte della cartapesta e le celebrazioni popolari, e si concluderà a Firenze, dove l’artista imparerà tecniche antiche come la tempera all’uovo e la tessitura su telai manuali.
Tutto questo bagaglio di esperienze e nuove competenze confluirà in una mostra personale che debutterà nell’estate del 2027 al Museum Macan di Giacarta. In seguito, le opere varcheranno nuovamente l’oceano per approdare alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, che non solo ospiterà l’esposizione ma acquisirà i lavori, rendendoli parte integrante del proprio patrimonio artistico.







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