Sono circa 300.000 i pensionati modenesi e reggiani con un reddito lordo fino a 35.000 euro per i quali è in arrivo il bonus di 200 euro contenuto nel Decreto Aiuti del governo, approvato per compensare – almeno in parte – gli effetti negativi sul potere di acquisto provocati dall’aumento dell’inflazione.
Il provvedimento prevede un’indennità una tantum per le persone residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, pensione o assegno sociale, pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché trattamenti di accompagnamento alla pensione.
Secondo le previsioni del ministro dell’economia Daniele Franco, l’incentivo potrebbe essere erogato direttamente dall’Inps già con la pensione di luglio. La persona beneficiaria lo troverà nel proprio cedolino sotto forma di un aumento rispetto alla pensione normalmente percepita.
“La misura non risolve i problemi, ma la salutiamo comunque con favore”, ha commentato la segretaria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo: “Noi sosteniamo qualsiasi misura che porti sollievo alle famiglie. Il dialogo con il governo non deve fermarsi, anzi deve proseguire per arrivare alle riforme necessarie a dotare il nostro Paese di un sistema previdenziale e di un sistema fiscale veramente equi e sostenibili”.
“Il fatto che il bonus arrivi alla stragrande maggioranza dei pensionati modenesi e reggiani è un bene, anche se rimane il fatto che le pensioni in Italia sono mediamente basse”, ha sottolineato il segretario generale del sindacato pensionati Fnp Cisl Emilia Centrale Adelmo Lasagni: “Il caro energia, che comporta un aumento delle bollette e dei prezzi dei beni al consumo, pesa sulle nostre pensioni, che vedono erodersi l’aumento garantito dal ritorno alla legge Prodi per la perequazione (una media di 300 euro all’anno) e che solo l’anno prossimo vedranno i benefici della riforma fiscale approvata a fine 2021. È evidente che questi 200 euro, erogati una tantum, non sono sufficienti e andranno solo a mitigare le perdite già in atto: tuttavia preferiamo guardare il bicchiere mezzo pieno e considerare questa misura come un ulteriore passo per contrastare le conseguenze della pandemia e della guerra in Ucraina, che hanno peggiorato una situazione già difficile”.







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