“Una parte del gruppo dirigente del Partito Democratico sconta una potente lontananza dalla realtà e dalla vita di tutti i giorni, fortuntamente sui territori, dai circoli e dalla periferia stanno arrivando centinaia di messaggi di sostegno, di persone che vogliono aiutare la mia candidatura”.
Lo ha detto Paola De Micheli (Pd) nel corso della puntata di Coffee Break su La7.
“Non solo perchè sono una donna che ha fatto un percorso all’interno del Pd, – ha aggiunto – ma soprattutto perchè ho iniziato a dire alcune cose rispetto a un bagno di realtà di cui ha bisogno il Pd. Ho in testa un partito che vince, come quello nei comuni dove esiste un modello di partito con iscritti e gruppi dirigenti che scelgono i candidati, molto spesso vincenti, e riescono a costruire maggioranze, facendo accordi con altri partiti e associazioni del territorio. Le federazioni provinciali stanno con le persone sempre, per tutto il tempo, per cinque anni. Come succede a Piacenza, dove abbiamo vinto, io mi sono candidata in consiglio comunale e oggi non siamo scomparsi. Il partito locale ogni giorno ascolta, incontra e conosce in profondità la comunità. Per questo il Pd deve cambiare il modello organizzativo, modificando i luoghi della decisione, avvicinandoli ai militanti, dando loro peso maggiore e valorizzando a livello del gruppo dirigente nazionale chi porta consenso alla nostra comunità, investendo sulla vicinanza delle persone. Le persone più capaci di interpretare la realtà sono quelle più capaci di prendere voti”.






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Il bello arriverà con le fatture gas e luce invernali , chi dovrebbe continua a discutere di cazzate e non dei problemi seri del paese.
Chiarimento indispensabile...non sia mai che qualcuno osi avanzare infondate accuse!
Ignoranza Artificiale: sfoggiando il pipullo non riuscirà ad indossare il casco.
… col canotto, o col gatto delle nevi? Per valutare collegialmente la flessione del titolo in borsa?
È ora di finirla con queste cattive abitudini di Zanni! Gliel'ho detto mille volte, sia a lui che ai suoi cugini Zanichelli e Orlandini, di