Inchiesta Unione dei Comuni Val d’Enza, Lega: “Siamo al terzo scandalo, ha ancora senso di esistere?”

targa Unione Comuni val Enza

A metà ottobre la Guardia di finanza provinciale di Reggio ha notificato nove avvisi di garanzia ad altrettante persone legate all’Unione dei Comuni Val d’Enza e al Comune di Bibbiano, per le ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Un’operazione che ha immediatamente riacceso il dibattito politico. Per il consigliere regionale della Lega Gabriele Delmonte (che è anche consigliere comunale a Montecchio), la consigliere comunale leghista di Montecchio Elena Montanari (unica consigliera del partito nell’Unione dei Comuni Val d’Enza) e il consigliere della Lega a Gattatico Paolo Delsante “è evidente che sia giunta l’ora per una riflessione seria e approfondita sul futuro di questo ente di secondo livello”,

“Prima la bufera che aveva travolto i vertici della polizia locale, quindi i fatti connessi ai servizi sociali, poi saliti agli onori delle cronache come “i fatti di Bibbiano”. Ora la Val d’Enza è di nuovo epicentro di una notizia di reato. Si tratta dell’ennesima vicenda giudiziaria che investe l’Unione e che, come tale, non può passare sotto traccia: tanto più perché polizia locale, servizi sociali e il servizio gare e appalti rappresentano i tre pilastri portanti che i Comuni hanno conferito all’interno dell’Unione Val d’Enza”, hanno spiegato gli esponenti del Carroccio.

“In qualità di consigliere regionale – ha annunciato Delmonte – mi attiverò affinché anche a Bologna venga aperta una discussione complessiva sulle Unioni: ad oggi la legislazione regionale che regola sia le unioni che le fusioni è fortemente penalizzante nei confronti dei Comuni che decidono di uscirne, pertanto si rende necessaria una revisione della produzione normativa che vada nella direzione di non penalizzare nella gestione delle risorse quei Comuni che decidano di lasciare le Unioni, soprattutto quando tale scelta fa seguito a palesi e gravi inefficienze da parte dell’ente di cui facevano parte”.

“Come consiglieri comunali – hanno aggiunto Delmonte e Montanari – sin da ora ci attiviamo per aprire una seria discussione in consiglio a Montecchio volta a far sì che la giunta, preso atto che i servizi conferiti non stanno lavorando come dovrebbero, rimetta in discussione la propria partecipazione all’interno dell’Unione”.

“Questo scandalo, il terzo per l’appunto, è la goccia che fa traboccare il vaso”, ha concluso Delsante: “Montecchio, così come Gattatico e gli altri Comuni che fanno parte dell’Unione, meritano una gestione più attenta e seria, e se l’Unione non è in grado di garantirla allora vedremo di prendere in considerazione contromisure adeguate a sostenere i servizi per la collettività con le sole nostre forze”.



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