Il recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione europea, seppur molto contestato nel Vecchio continente, regge, ma la data di entrata in vigore, un po’ a sorpresa (ma non troppo), slitta ancora. La notizia è arrivata quando in Europa era già passata la mezzanotte: la deadline per i nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump non è ancora arrivata.
Il presidente americano, infatti, ha firmato un ordine esecutivo per imporre nuove misure tariffarie ai Paesi con cui gli Stati Uniti non hanno concluso accordi commerciali e allo stesso tempo per confermare quelle con i Paesi con cui invece gli Usa hanno stretto un’intesa – tra questi ultimi, appunto, figura anche l’Unione europea.
La novità è che in entrambi i casi i dazi non saranno effettivi fin da subito (per l’Europa la data segnata sul calendario era proprio quella del primo agosto), come era stato previsto in un primo momento, ma entreranno in vigore tra una settimana, il 7 agosto. Le nuove tariffe doganali sulle merci spedite via nave verso gli Usa, inoltre, non saranno modificate prima del prossimo 5 ottobre.
Nonostante i timori in Europa e la mancanza di un’interpretazione univoca tra le parti, con più di una differenza (alcune anche sostanziali) tra come era stato presentato l’accordo da Donald Trump e come invece l’aveva dettagliato un paio di giorni dopo la Commissione europea, per l’Unione europea il dazio statunitense resta al 15% su gran parte delle merci, come era stato stabilito qualche giorno fa nell’incontro bilaterale in Scozia tra lo stesso Trump e Ursula von der Leyen.






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