Era stato scarcerato soltanto due giorni prima dalla casa circondariale di Reggio Emilia per andare agli arresti domiciliari, ma la libertà non è durata molto per un uomo di 54 anni residente a Castelnovo Sotto: ossessionato dal sospetto che la moglie lo avesse tradito durante il suo periodo di detenzione, e accusando anche il figlio per una presunta “complicità” nella vicenda, l’uomo già dalla serata di giovedì 18 giugno aveva iniziato a manifestare una certa aggressività, distruggendo arredi di casa e minacciando gli altri componenti della famiglia.
Il culmine, però, non era ancora stato raggiunto: nella mattinata di venerdì, intorno alle sette, il cinquantaquattrenne ha impugnato un grosso coltello da cucina e ha iniziato a rincorrere la moglie e il figlio. I due, per salvarsi, sono stati costretti a scappare a piedi nei campi circostanti, e solo il fatto che l’uomo a un certo punto sia scivolato in un fosso ha probabilmente evitato che le conseguenze del folle inseguimento fossero decisamente peggiori.
Nemmeno la caduta ha riportato il cinquantaquattrenne alla ragione: da dentro il fosso ha continuato a minacciare di morte moglie e figlio: “Siete dei bastardi, io vi uccido, vi faccio fuori!”.
Durante la fuga, in ogni caso, il figlio è riuscito a comporre il 112 per chiedere aiuto. Pochi minuti dopo, sul posto sono arrivate le pattuglie dei carabinieri della stazione di Gattatico e della Sezione radiomobile di Guastalla, che hanno trovato l’uomo ancora in mezzo alla strada, con il coltello in mano e in evidente stato di agitazione.
Nonostante la presenza dei militari, l’uomo ha continuato a minacciare di morte i familiari: “Vi ammazzo, vi sparo con una pistola!”. Dalla successiva perquisizione è emersa, nascosta sotto una casetta porta attrezzi, una busta di cellophane con dentro una pistola a tamburo marca Python calibro 38. L’arma, un modello a salve ma senza il tappo rosso previsto dalla legge, caricata con sei proiettili, è stata immediatamente sequestrata.
Mentre veniva accompagnato in caserma per accertamenti, l’uomo ha iniziato a colpire la cellula di sicurezza dell’auto dei carabinieri con testate e pugni, procurandosi ferite al sopracciglio e alle mani che hanno poi reso necessario l’intervento del personale sanitario del 118.
Alla fine, una volta riportata la situazione alla calma, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di evasione, minaccia aggravata e maltrattamenti in famiglia.






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