Caso Saman Abbas, lo zio Danish Hasnain sarà estradato in Italia il 20 gennaio

Danish Hasnain Lvid

Arriverà in Italia nella giornata di giovedì 20 gennaio Danish Hasnain, principale indiziato della sparizione della nipote Saman Abbas, la ragazza di 18 anni di origine pakistana svanita nel nulla nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio dell’anno scorso dalla sua casa di Novellara, in provincia di Reggio, dopo essersi opposta a un matrimonio combinato in patria organizzato dalla famiglia.

Hasnain, 34 anni, di nazionalità pakistana, è stato arrestato il 22 settembre scorso in Francia e si trova attualmente in carcere a Parigi, in attesa di essere estradato in Italia. È stato lo stesso Hasnain, con una mossa a sorpresa arrivata all’inizio dell’anno, a comunicare ai giudici della Corte d’Appello della capitale francese – con un’inversione di rotta di 180°, dopo essersi opposto per tre mesi alla richiesta avanzata dagli inquirenti italiani – la sua volontà di rinunciare a opporsi all’estradizione.

La procedura è già stata definita: l’uomo sarà preso in consegna nella mattinata del 20 gennaio all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi dal personale del servizio di cooperazione internazionale della polizia criminale del Ministero dell’interno italiano, che ha collaborato con i carabinieri di Reggio nei rapporti con le autorità francesi. Hasnain atterrerà nel primo pomeriggio all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna: a quel punto sarà consegnato ai carabinieri del nucleo investigativo reggiano per essere trasferito nel carcere di Reggio, dove successivamente sarà interrogato dagli inquirenti.

Di Saman Abbas non si hanno più notizie da ormai oltre otto mesi e mezzo: nonostante il corpo della giovane non sia mai stato ritrovato, gli inquirenti sono convinti che sia stata assassinata da uno o più membri della sua stessa famiglia e che il suo cadavere sia stato successivamente sepolto da qualche parte nella Bassa Reggiana. Nell’ultimo periodo le ricerche si sono concentrate nei paesi rivieraschi che si affacciano sul fiume Po, dopo che il fratello della giovane scomparsa, durante l’incidente probatorio in audizione protetta, ha raccontato al giudice per le indagini preliminari di aver sentito un cugino che, nel corso di una riunione di famiglia, avrebbe parlato di “fare a pezzi” la ragazza e di buttarla nel fiume.

Sono cinque, al momento, le persone indagate a vario titolo con l’accusa di omicidio premeditato in concorso, sequestro di persona e occultamento di cadavere. Oltre ad Hasnain, considerato l’esecutore materiale del presunto delitto, la lista comprende i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen (ancora latitanti dopo essere fuggiti in Pakistan all’indomani della scomparsa della figlia, ed entrambi destinatari di un mandato di cattura internazionale), il cugino Nomanhulaq Nomanhulaq (ancora latitante) e un altro cugino, Ijaz Ikram, fermato e arrestato nel mese di giugno del 2021 in Francia mentre tentava di raggiungere la Spagna, e che è attualmente detenuto nel carcere di Reggio.



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