Casina. Denunciati per il raid al distributore, spuntano collegamenti con altri due casi irrisolti

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I carabinieri di Castelnovo ne’ Monti hanno denunciato due uomini di 32 e 48 anni, entrambi di nazionalità tunisina e senza fissa dimora, con le accuse di furto aggravato in concorso e ricettazione.

Dalle indagini sono emersi elementi di responsabilità a loro carico per il colpo messo a segno lo scorso 14 maggio alla stazione di servizio Ip di Casina: quel pomeriggio due persone, a bordo di uno scooter rubato il giorno prima a Parma, avevano forzato le porte degli uffici e, una volta all’interno, avevano portato via soldi in contanti, telefoni cellulari e altri oggetti per un controvalore complessivo stimato in oltre 5.000 euro.

Gli approfondimenti investigativi dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Castelnovo ne’ Monti, in collaborazione con gli agenti della polizia locale dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano, hanno consentito di risalire – grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza dell’area di servizio e agli accertamenti tecnici sui varchi Ocr (che registrano le targhe dei veicoli in transito) e sul sistema di riconoscimento facciale – all’identità delle due persone ritenute responsabili del colpo.

Non solo. Durante la perquisizione a carico dei due sospettati, i carabinieri hanno trovato capi d’abbigliamento compatibili con quelli indossati durante il furto alla stazione Ip, ma anche documenti intestati a due persone che erano state vittime di altrettanti reati finora irrisolti: uno scippo avvenuto lo scorso 12 marzo in pieno centro a Reggio e un furto su auto commesso il primo luglio dello scorso anno.

In entrambi questi ultimi due casi, gli elementi emersi hanno indirizzato le attenzioni sul quarantottenne tunisino; le indagini stanno proseguendo per verificare l’esistenza di eventuali ulteriori collegamenti con altri episodi analoghi avvenuti nel recente passato nel territorio provinciale reggiano.