L’anno di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 (www.parma2020.it) prende ufficialmente il via con un’inaugurazione lunga tre giorni, da sabato 11 a lunedì 13 gennaio, con mostre, concerti, teatro, eventi di piazza e la cerimonia ufficiale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Sabato 11 gennaio alle ore 16 per le vie del centro storico sfilerà People of Parma, la grande Parata Inaugurale di Parma 2020. La “nazione Parma” – come la chiamava Attilio Bertolucci – accogliendo l’energia della cultura proveniente da tutte le città d’Italia, porterà in corteo le parole della cultura. Scritte su grandi cartelli, le parole saranno consegnate e custodite nella casa municipale e nel corso dell’anno diverranno protagoniste di un cantiere d’arte e lettere che ne promuoverà il grande valore.

La Promenade per la cultura prenderà avvio dal Parco Ducale e, attraversando Piazzale Santa Croce, percorrerà Via D’Azeglio, Ponte di Mezzo e Via Mazzini fino a Piazza Garibaldi. Bande e artisti di strada animeranno il percorso con balli e canti trasformando la parata in una grande festa per celebrare la bellezza di Parma e il suo anno da Capitale Italiana della Cultura.
Alle 17.30 in Piazza Garibaldi le parole del Sindaco Federico Pizzarotti chiuderanno la sfilata delle Parole della Cultura, che, insieme alle persone presenti in piazza, saranno protagoniste di uno spettacolo di videomapping in un iconico dialogo partecipativo. Infine sarà lanciato il jingle di Parma 2020, composto dal cantautore e pianista Raphael Gualazzi.






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Concordo!!!
La sinistra italiana fa parte delle sinistre europee. Loro pensano di fare il bene del popolo ma il popolo non li capisce perchè si tratta […]
Che bello leggere chi riesce a trasformare i "ma andate a cagare!" che ti frullano in testa in ragionamenti articolati, intelligenti e ben scritti. Possiamo
Grazie per il contributo. Credo che lei abbia elencato tutti i motivi per i quali anche stavolta voterò PD la prossima volta
Devono esistere i "principi non negoziabili", o "non manipolabili" come li definiva Papa Benedetto XVI°, per un cattolico in politica. Non manipolabili nel senso che […]