Continua a suscitare perplessità l’improvviso allontanamento – a due mesi dall’evento – di Victor Yari Milani, che fino a inizio maggio è stato il direttore artistico dell’Hellwatt Festival, l’ambizioso festival musicale in programma nei primi tre weekend di luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia.
“È un’Arena piena di spine”, commenta Maura Manghi, presidente provinciale di Italia Viva Reggio Emilia e vicepresidente Emilia di Italia Viva Emilia-Romagna: “Non voglio entrare nelle scelte artistiche di chi oggi gestisce la Rcf Arena (per noi poveri mortali l’Arena Campovolo): so solo che dopo gli entusiasmi iniziali quello che doveva essere uno strumento essenziale per il lancio turistico della città non è mai riuscito a decollare veramente”.
“Qualche spettacolo di richiamo per i più giovani, ma mai più di un paio all’anno”, sottolinea Manghi: “Per il resto qualche attività da sagra di paese e poco più. L’ultimo episodio del festival Hellwatt potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. Abbiamo l’artista di maggior richiamo che oscilla fra l’antisemitismo violento e il disturbo mentale grave. Segue la frattura tra la proprietà dell’Arena e il direttore artistico del festival, licenziato in tronco per manifesta incompetenza (ma chi lo aveva scelto?). E infine lo stesso ex direttore che minaccia di spostare altrove tutto il circo Barnum del festival. E preferisco sorvolare sulle misure di sicurezza previste per un simile evento”.
“Credo che sia il momento di fermarsi un attimo e di ripensare seriamente alla gestione dell’Arena”, propone Manghi: “Riunendo intorno a un tavolo proprietà, gestore e amministrazione comunale. E cercando una volta tanto di affidarsi a comprovate professionalità. Perché è vero che l’Arena non è solo del Comune, ma è anche vero che quanto vi accade ricade sempre pesantemente sulla cittadinanza”.







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