Dopo la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, che si era detta “dispiaciuta e addolorata” per la decisione della scuola elementare reggiana San Giovanni Bosco di rimuovere ogni riferimento alla parola “Gesù” dal testo di uno dei canti di Natale, anche l’Unione giuristi cattolici, l’Associazione medici cattolici e il circolo culturale Pascal di Reggio hanno preso posizione sulla vicenda, associandosi di fatto al rincrescimento diocesano e rammaricandosi “per il clima di polarizzazione che sta investendo la nostra comunità civile e religiosa reggiana proprio in prossimità del Santo Natale, che come ricordava papa Benedetto è innanzitutto ‘mistero di comunione'”.
L’antefatto è ormai noto: la scuola elementare cittadina ha deciso di modificare il testo della canzone “Din Don Dan”, versione italiana della celebre “Jingle Bells”, cambiando la frase “Aspettando quei doni che regala il buon Gesù” in “Aspettano la pace e la chiedono di più”, e trasformando la frase “Oggi è nato il buon Gesù” “Oggi è festa ancor di più”, per eliminare ogni riferimento religioso.
L’Unione giuristi cattolici, l’Associazione medici cattolici e il circolo culturale Pascal hanno ricordato a tal proposito le parole di papa Leone XIV, che pochi giorni fa, nel discorso ai membri del gruppo Conservatives & Reformists dell’Europarlamento, aveva sottolineato il “legame intrinseco tra il cristianesimo e la storia europea, una storia che deve essere apprezzata e celebrata”, sostenendo che “l’identità europea può essere compresa e promossa solo in riferimento alle sue radici giudaico-cristiane”.
Le realtà cattoliche reggiane hanno concluso riprendendo anche le parole di papa Francesco sul Natale: nella lettera apostolica “Admirabile Signum” del 2019, l’allora pontefice aveva detto che il presepe “a partire dall’infanzia e poi in ogni età della vita ci educa a contemplare Gesù, a sentire l’amore di Dio per noi, a sentire e credere che Dio è con noi e noi siamo con Lui, tutti figli e fratelli grazie a quel Bambino Figlio di Dio e della Vergine Maria. E a sentire che in questo sta la felicità”.






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