Mercoledì 25 maggio è arrivata la prima sentenza del processo relativo alla tragica morte di Gianlorenzo Manchisi, il bambino di due anni e mezzo caduto e poi travolto da un carro di Carnevale durante la sfilata del 5 marzo del 2019 in via Indipendenza, nel centro di Bologna. Il bimbo, gravemente ferito, morì il giorno seguente in ospedale per le lesioni riportate nell’incidente.
Il giudice dell’udienza preliminare Claudio Paris ha condannato a un anno e 6 mesi per omicidio colposo Paolo Canellini, proprietario del carro e curatore dell’allestimento, che aveva scelto il rito abbreviato (formula processuale che prevede lo sconto di un terzo in caso di condanna). La pena ha la sospensione condizionale: il legale difensore di Canellini, in ogni caso, ha immediatamente preannunciato l’intenzione di presentare appello contro la sentenza.
Il gup ha anche disposto provvisionali di 300.000 euro a favore del padre della vittima e di 190.000 euro per il fratello, che si erano costituiti parte civile nel corso dell’udienza preliminare, e ha ordinato la distruzione del carro.
Nel processo sono imputati per la stessa ipotesi di reato anche Siriana Natali, madre del bambino, che era sul carro con il figlio al momento della tragedia, e l’ingegnere Marco Pasquini, che aveva rilasciato il certificato di collaudo del mezzo: per entrambi il dibattimento, con rito ordinario, comincerà solo a ottobre. Un secondo filone del procedimento riguarda invece i responsabili del Comitato per le manifestazioni petroniane e del Comitato organizzatore del “Carnevale dei bambini”: per loro un altro giudice per le indagini preliminari ha disposto l’imputazione coatta, dopo aver respinto le loro richieste di archiviazione.






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