Tutto scorre. Forse, se non certamente, il passato non è meglio del presente, se non per chi, quel passato, rappresenta la propria gioventù ormai lontana. O che ha motivi di mera polemica politica. La Reggio Emilia degli anni 2000 è esteticamente migliore di quella del passato remoto. Tuttavia, se un qualsiasi “flâneur”, non più imberbe, imboccasse oggi quella che fu la via più british reggiana di fine anni Sessanta e dei decenni Ottanta e Novanta del Novecento, Vicolo Trivelli, pur camminando sull’elegante pietra di luserna, avrebbe un sussulto melanconico. Vetrine vuote, negozi abbandonati.
Qui ci limitiamo a far cronaca. Una domanda ci nasce spontanea: in altre città ci sono regolamenti che obbligano i proprietari a tenere in modo decoroso i locali sfitti… è una via percorribile in questa «piccola città, bastardo posto/ Piccola città io ti conosco /Nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio / Ma sono qui nei pensieri le strade di ieri e tornano /Visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano…»?.






Ultimi commenti
Una condivisibile deduzione del segretario Massimo Gazza. A scuola si impara davvero a fare la pace e tutti i bambini devono partecipare per capire e
Questa sinistra, questo partito, questo sindacato, quest'assessore, questi attivisti si confermano ancora una volta drammaticamente ed ottusamente dalla parte sbagliata della storia. Predicano malissimo e […]
Gentile Mario, non considerò tabù " la scelta italiana e facoltativa, cioè deputata alla libera scelta educativa della famiglia, quella degli 8 paesi europei che […]
Gentile Gabriele, condivido quando dice: "La terza media è il momento giusto per parlare di affettività-sessualità (il trattino lega i due concetti e ne fa […]
per Mario: gentilissimo, quando afferma "forse perché il Nostro ritiene più educativo che questi argomenti vengano spiegati a bambini di 5 anni da un maschio […]