Arpae: pioggia non basta, Emilia a secco

fiume Po riva di sabbia siccita drone

Rimane in crisi l’Emilia-Romagna per la scarsità d’acqua che si protrae ormai da mesi. Le piogge di settembre, infatti, non sono bastate. E quindi “permane la criticità” in regione. A segnalarlo è l’agenzia ambientale Arpae nel suo report pubblicato il 30 settembre scorso. “Le piogge di settembre non sono state sufficienti a colmare i deficit idrici pregressi- scrive Arpae- in particolare quelli cumulati dall’inizio dell’anno”.

SOLLIEVO MOMENTANEO
Il mese scorso in Emilia-Romagna sono caduti in media circa 56 millimetri di pioggia, “contro i circa 80 attesi”. Si tratta quindi di precipitazioni “inferiori alla norma”, che hanno portato solo un “momentaneo sollievo” e non hanno invece attenuato “le gravi anomalie negative pre-esistenti sul lungo periodo”.
Secondo i dati di Arpae, infatti, “restano ancora molto inferiori alle attese le piogge cumulate da inizio anno”. Al 28 settembre si parla di 432 millimetri di media regionale, rispetto ai 587 attesi per questo periodo dell’anno. Si parla cioè del “25% in meno rispetto alla norma”.

IL 2022 È IL SESTO ANNO PIÙ SECCO
Il 2022 si conferma dunque “tra i più bassi degli ultimi 60 anni” quanto a pioggia cumulata (il quinto dopo 2021, 2017, 2003 e 2000). La situazione, spiega ancora l’agenzia regionale, “è stata ulteriormente aggravata dall’andamento delle temperature che, da maggio alla prima metà di settembre, sono risultate complessivamente molto superiori alla norma. Un brusco calo si è osservato solo dal 17″. Questi valori hanno quindi incrementato l’evaporazione dell’acqua da terreni e colture, portando a un “bilancio idroclimatico estremamente negativo: 534 millimetri in meno dall’1 gennaio e 390 millimetri in meno da ottobre 2021”. Si tratta di valori medi regionali tra i più bassi dal 1961 a oggi.

VALORI IN RIPRESA DA METÀ SETTEMBRE
Le ultime piogge cadute in Emilia-Romagna, però, insieme a quelle di agosto e alla brusca diminuzione delle temperature da metà settembre in poi, hanno però riportato nell’ultimo periodo “il contenuto idrico dei suoli su valori nel complesso prossimi alla norma”, spiega ancora Arpae. Per quanto riguarda la situazione delle colture, “gran parte delle coltivazioni ha concluso il ciclo di sviluppo e le precipitazioni previste nella norma per i prossimi mesi dovrebbero garantire la germinazione delle imminenti colture autunno-vernine”.

LA SITUAZIONE DEI FIUMI
Per quanto riguarda i fiumi regionali, le piogge cadute negli ultimi giorni “non hanno comportato incrementi idrometrici di rilievo- riporta ancora Arpae- le portate medie mensili parziali di settembre risultano ancora nel complesso inferiori alle medie storiche su tutto il territorio regionale“. Il Po, in particolare, da inizio settembre presenta “un andamento del livello idrometrico in lieve ripresa. Le portate medie mensili parziali di settembre risultano ancora confrontabili con i minimi storici del lungo periodo”.

SI TEME PER LA RICARICA DELLE FALDE
Secondo Arpae, però, restano “timori per la ricarica delle riserve idriche delle falde ipodermiche, attualmente ancora su valori estremamente bassi e che dovrebbero, climaticamente, iniziare la ricarica dall’inizio di ottobre”. Fino a marzo e aprile dell’anno successivo, infatti, “questo è il periodo in cui le piogge superano le uscite per evaporazione”. Una fase quindi “importantissima per la ricostituzione e ricarica delle riserve idriche”. Per questo Arpae proseguirà la sua attività di monitoraggio anche nei prossimi mesi.

(Dire)



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