A Reggio Emilia tiene ancora banco la questione relativa alla messa a norma del capannone di via Fratelli Manfredi 14 che da oltre 23 anni ospita il centro sociale Laboratorio AQ16.
Secondo le prime stime, la cifra necessaria per riportare la situazione alla legalità si aggirerebbe attorno ai 180.000 euro, onere che ricadrebbe direttamente sulle casse del Comune di Reggio, ente proprietario dell’edificio in questione; anche perché – come si è scoperto alcune settimane fa in consiglio comunale grazie a un’interrogazione di Fratelli d’Italia – non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi dello stabile situato nella zona dell’ex Foro Boario.
E proprio Fratelli d’Italia torna all’attacco, annunciando l’intenzione di depositare un esposto alla Procura di Reggio Emilia e alla Corte dei conti “per capire chi, della giunta attuale e di quelle passate, deve pagare per lo scempio che è successo”, spiega il consigliere comunale reggiano e segretario provinciale del partito Alessandro Aragona.
I cittadini reggiani, aggiunge Aragona, “non vogliono pagare con le proprie tasse 23 anni di feste e di concerti di un manipolo di figli di papà che si divertono a giocare a fare la rivoluzione. Il centro sociale AQ16 va sgomberato prima ancora che il Comune si metta a spendere 180.000 euro per mettere in sicurezza quel fabbricato. Anzi, al massimo sono gli occupanti del centro sociale AQ16 che devono restituire alla collettività reggiana i soldi che non hanno sborsato in questi anni. Che si facciano la loro associazione, che si cerchino un luogo dove andare, che paghino le spese come fanno tutti i cittadini reggiani”.






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