Reggio. La rassegna del Circolo Berneri di Reggio: da Umanità Nova, a Nino Nasi e Silvio D’Arzo

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Comincia stasera presso il Circolo Bernieri di via Don Minzoni, a Reggio Emilia, la rassegna estiva organizzata dalla Biblioteca Circolante Autogestita. Che propone, oltre a una selezione di riviste, giornali, edizioni rare o quasi introvabili, un trittico di tre venerdì sera (alle ore 21) all’insegna dell’editoria indipendente e del ruolo di nuovo contemporaneo della carta stampata quale veicolo di conoscenza, deposito del pensiero, proposta di ideali e riscoperta di ciò che è stato ed è. Così “Libri liberi” comincia con l’intervento di Cristina Tonsig, direttrice attuale dello storico foglio “Umanità Nova”: stampato settimanalmente presso la Cooperativa Tipografica Autogestita di Carrara e distribuita in tutta Italia attraverso sedi anarchiche, biblioteche, centri sociali, edicole e librerie, la rivista è arrivata al suo centenario dalla fondazione.

Una data importante, soprattutto considerando che – a parte una breve interruzione obbligata dalla dittatura fascista – il giornale si propone come “strumento di comunicazione e incontro, spazio per interventi e riflessioni su fatti e vicende dell’anarchismo sociale, dei movimenti libertari, anti-autoritari, del mondo del lavoro e del sindacalismo di base, che sostiene le lotte sul territorio, gli spazi sociali e i percorsi autogestionari”, vivendo e continuando a stamparsi grazie all’apporto volontario delle molte persone che ne permettono l’autofinanziamento.

L’appuntamento continua poi con Nino Nasi, figura non ascrivibile a nessuna appartenenza se non a quella, dichiaratamente critica, controcorrente, mai allineata, di un libraio che ha contribuito, in quei pochi metri a disposizione pieni di libri precariamente impilati in cui ancora oggi ci si può addentrare grazie alla perseverante continuazione della figlia Patrizia, a offrire punti di vista e motivazioni di incontro su temi a volte scomodi, sicuro non indagati né discussi apertamente e che ancora oggi fanno parte del nostro vissuto. Poi, attorno alla storia della Libreria del Teatro, che proprio in questi giorni di inizio luglio ricorda i 61 anni di attività, si intersecano figure di calibri ormai riconosciuti, da Pier Vittorio Tondelli a Corrado Costa, ma anche la ribadita convinzione – dichiaratamente sostenuta da Massimiliano Panarari nel libro “Un salto da Nino. Abbecedario della Libreria del

Teatro” – che il fermento culturale non appartenga solo alle metrature istituzionali né alle grandi città; anzi. Il libro con cui Pierluigi Tedeschi riannoda ricordi, testimonianze, documenti di una realtà che osserva con l’occhio estraneo dei posteri, ammicca proprio a una responsabilità che non è facilmente codificabile, e che è quella del pensiero critico, magari e sempre di più – in un’epoca di depersonalizzazione dei luoghi e decisa dai grandi numeri – in cui preservare e riscoprire l’importanza di luoghi d’incontro propri per lo scambio di idee e la ricerca di verità proprie.
Nel contesto di una rassegna volta a rafforzare l’importanza antica dell’edizione in quanto moltiplicatore di idee ma anche di deposito di sapere altrimenti difficilmente sopravvissuti al passare dei tempi, non poteva mancare un ospite eccezionale, finalmente quanto tardivamente riproposto all’attenzione del pubblico dalla curiosità di una critica letteraria e accademica che sembrava averlo continuato a dimenticare nel torpore di una vita già segnata dalla difficoltà, dalla brevità e certo a cui non ha mai arriso la fortuna letteraria, ma che ha fatto della propria vita ricerca costante non solo dell’espressione di una cifra stilistica personale quanto anche del tentativo di proporla al pubblico. Silvio D’Arzo (al secolo Ezio Comparoni) sarà al centro dell’ultima delle tre serate previste dal cartellone, e a parlarne sarà Carlo Pellacani, storico, giornalista, da anni impegnato nello studio darziano e di cui in occasione del centenario dello scrittore, coinciso sfortunatamente con l’avvento pandemico, ha pubblicato il corposo “Il figlio di Linda. La vita breve di Silvio D’Arzo”, in procinto di uscire con la seconda edizione rivista e ampliata. Attraverso un inedito insieme di documenti che fanno luce su alcuni aspetti ancora non indagati ma lasciandone altri inevitabilmente in sospeso, quali la paternità dello scrittore volutamente e tenacemente nascosta dalla madre stessa, il libro ricostruisce vita e contesto sociale del breve ma intenso periplo vitale di D’Arzo.

Con una particolarità che lo colloca tra il documento storico e il romanzo, cioè il racconto di un’esistenza attraverso passi degli scritti dello stesso autore, quasi come una biografia non voluta, o malcelata, in cui traspaiono e si fondono ideali di vita, aspetti territoriali, cromie, offrendosi come accattivante modo per conoscere lo scrittore ma anche l’uomo. Di sicuro, un utile strumento di conoscenza, prima che di rilettura, di quello che è stato e si sta riscoprendo come uno dei più importanti autori della letteratura italiana del Novecento.

L’idea degli incontri non è tanto quella più canonica della presentazione di libri, quanto di un possibile dialogo aperto con quanti, studiosi, conoscenti o anche solo curiosi, vogliano trovarsi per approfondire e continuare nella ricerca su aspetti letterari ma anche sociali proposti da questi autori, con l’intenzione di continuare, dopo l’estate, nella rinnovata convinzione che leggere renda liberi, o almeno, possa aiutare al pensiero individuale e responsabile su quanto avviene attorno a noi.

LIBRI LIBERI
Estate 2021 al circolo Berneri

• Venerdì 2 luglio ore 21
“Umanità Nova, il lungo viaggio di un giornale militante” con Cristina Tonsig
• Venerdì 9 luglio ore 21
“Un salto alla Libreria del Teatro” con Pierluigi Tedeschi
• Venerdì 16 luglio ore 21
“Silvio D’Arzo, una storia del Novecento” con Carlo Pellacani

Biblioteca Circolante Autogestita
Libri, giornali e letture
Via Don Minzoni 1/d Reggio Emilia

Disegno di Elisa Pellacani



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