Animali d’affezione, Regione: misure a favore di chi adotta randagi e riduzione spese veterinarie

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Nella seduta odierna l’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato la risoluzione, presentata dal Gruppo Europa Verde, che impegna la Giunta a introdurre misure per promuovere l’adozione di animali presi da canili e gattili, anche al fine di limitare abbandoni e il conseguente randagismo. La risoluzione impegna inoltre la Giunta a sollecitare il governo affinché introduca agevolazioni per ridurre i costi di mantenimento degli animali d’affezione.

Gli animali da compagnia sono una componente rilevante del nostro sistema sociale: sono almeno 7 milioni i cani e 7,5 i gatti che vivono presso le famiglie italiane, ai quali si aggiungono circa 46 milioni di altri “pet” fra roditori, uccelli e pesci.
“Durante il lockdown è apparso ancor più chiaro il valore affettivo e relazionale della presenza in famiglia di un animale domestico, in particolare nel caso di persone anziane, che spesso vivono di una piccola pensione, in solitudine sociale, per i quali il cane e il gatto rappresentano l’unica compagnia e fonte di conforto psicologico – afferma Silvia Zamboni, Capogruppo di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa -. Sostenere le spese di mantenimento alimentare e delle cure sanitarie degli animali d’affezione è diventato difficile per molte famiglie che hanno visto ridursi la propria capacità reddituale a causa della crisi economica generata dalla pandemia da Covid-19”.

Secondo alcune stime, il costo di gestione di un cane è mediamente di 200 euro l’anno per vaccini e profilassi e oltre 500 euro l’anno per l’alimentazione, mentre per il mantenimento di un gatto servono più di 250 euro l’anno fra alimentazione, farmaci e servizi veterinari. Non sorprende dunque il calo delle nuove adozioni registrato negli ultimi tre anni, che determina un ulteriore aumento dei costi per le Amministrazioni locali.

“Già da alcuni anni le associazioni di protezione degli animali e la categoria dei medici veterinari denunciano che l’Iva sui prodotti alimentari per animali e sulle prestazioni veterinarie è pari al 22% e non agevolata al 10% o 4%. Di conseguenza, chi vorrebbe adottare un cane da canili o rifugi, sollevando così le Amministrazioni comunali dalle ingenti spese di mantenimento, ci ripensa non potendoselo permettere – sottolinea la Consigliera Zamboni -. Sono quindi soddisfatta che l’Assemblea abbia approvato la risoluzione di Europa Verde che raccoglie proposte avanzate dalla Lega Antivivisezione (Lav) per dare risposta a questi problemi. L’atto approvato impegna la Giunta regionale ad intervenire presso il Governo nazionale per sollecitare 1) l’abbassamento dell’aliquota IVA dal 22% al 4% sulle prestazioni veterinarie e sugli alimenti per animali, 2) l’aumento della quota di detraibilità fiscale delle spese medico-veterinarie, 3) l’equiparazione terapeutica tra farmaci per l’uomo e farmaci veterinari di identica composizione, 4) la regolamentazione dei farmaci generici anche in veterinaria per renderli disponibili ad un costo inferiore, infine 5) la commercializzazione dei farmaci veterinari in confezioni commisurate alla cura dei piccoli animali”.



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