Il nuovo dpcm è in vigore da appena 48 ore, ma i numeri del contagio degli ultimi giorni preoccupano e potrebbero portare presto a nuove strette, soprattutto in quelle regioni che sono ora sotto la lente d’ingrandimento. Liguria, Veneto, Umbria, Campania, Toscana ed Emilia-Romagna e la provincia autonoma di Bolzano, lo sostiene un report di Repubblica. Anche se per ora sono state inserite nelle zone gialle, si stanno comunque analizzando i dati per definire i livelli di rischio. Si attende la cabina di regia sul Covid, ma sarà il Cts a decidere sulla base di “criteri scientifici oggettivi”, che però neanche i tecnici delle Regioni conoscono.
I 21 criteri stabiliti dalle autorità disegnano già un quadro precario, in alcuni casi sbilanciati verso il “rischio alto”. E si ipotizza che già l’ 8 novembre il ministro per la salute Roberto Speranza possa cambiare idea e aggiungere altre regioni all’elenco di quelle in zona arancione, in cui, per il momento, ci sono solo Sicilia e Puglia. Campania, Veneto e Toscana rischiano di abbandonare presto la zona gialla e l’Alto Adige in anticipo diventa già ‘zona rossa’. Per avere percezione di quanto sta accadendo basta guardare ai numeri della pressione dei ricoveri negli ospedali. Il report dell’Istituto Superiore di Sanità è in arrivo nelle prossime ore, con il termometro dei dati che potrebbe allargare la stretta anti-contagio nel Paese.
In Emilia-Romagna, che avendo quattro province con un Rt sopra l’1,5 – e le altre appena sotto – si è già affacciata sullo scenario 4. In tutta Italia l’occupazione media delle terapie intensive è arrivata alla soglia di allerta del 30% e quella dei reparti di medicina ha già superato il limite di 5 punti, toccando il 45%.






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