A Reggio continua a tenere banco il caso Inalca. A cinque mesi dall’incendio scoppiato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi nell’area del polo industriale di via Due Canali, infatti, non è ancora stata completata la bonifica dei frammenti di cemento amianto staccatisi dalla copertura dello stabilimento durante il rogo e sparsi dal vento quasi ovunque nelle aree circostanti. Qualche giorno fa, alla luce delle evidenti inadempienze di Inalca, il Comune di Reggio ha deciso (seppur tardivamente) di prendere in mano la situazione e di intervenire direttamente, subentrando all’azienda del gruppo Cremonini nel completamento delle operazioni di bonifica.
Una mossa che tuttavia non è bastata a placare le critiche, con Fratelli d’Italia in prima fila nel denunciare “l’inerzia della giunta Massari nella gestione dell’emergenza: per cinque mesi frammenti di cemento amianto, pericolosi per la salute, sono rimasti sparsi su strade, parchi e aree verdi, esponendo i cittadini, in particolare bambini e anziani, a gravi rischi sanitari”.
Per il consigliere comunale Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in Sala del Tricolore, “nonostante la giunta fosse a conoscenza della situazione, ha minimizzato il problema e ignorato le segnalazioni dei cittadini. Questa crisi è una ferita per Reggio, la giunta ha taciuto e ha agito in ritardo, con una bonifica superficiale e inadeguata. Pretendiamo trasparenza: perché si è scelto di ignorare i rischi?”.
I cittadini, ha aggiunto la consigliera Letizia Davoli, “hanno proposto soluzioni concrete, come cordoni di sicurezza e campagne informative, ma sono stati ignorati. La salute dei reggiani è stata sacrificata. È inaccettabile. Senza contare che la bonifica, avviata con grave ritardo e finanziata con soli 30.500 euro, è del tutto inadeguata rispetto alla portata dell’emergenza”.
Gli interventi eseguiti finora, secondo il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, si sono rivelati “disorganizzati, parziali e inefficaci”, e le recenti condizioni meteorologiche “hanno ulteriormente disperso le fibre, aggravando l’emergenza”. Per questo i consiglieri meloniani reggiani hanno chiesto “un piano di bonifica rigoroso, trasparente e immediato per tutelare la salute pubblica, un dovere che l’amministrazione non può eludere”.







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