A Reggio la protesta dei venditori ambulanti dell’Emilia-Romagna: “Riaprire i mercati anche in zona rossa”

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Ristori immediati per i giorni di effettivo stop delle attività, cancellazione della Cosap per tutto il 2021 e la possibilità di vendere i generi di prima necessità anche nei mercati dei territori delle regioni inserite in zona rossa: sono queste, in sintesi, le richieste contenute in un documento che Anva-Confesercenti Emilia-Romagna invierà nei prossimi giorni al governo Draghi e che sono state illustrate giovedì primo aprile a Reggio durante una manifestazione regionale di protesta (autorizzata) nel parcheggio del Mapei Stadium, alla quale hanno partecipato oltre duecento furgoni di venditori ambulanti e numerosi rappresentanti dell’associazione di categoria.

Secondo Anva-Confesercenti “dopo un anno di aperture a singhiozzo e ristori insufficienti molte attività del settore rischiano la chiusura, nonostante abbiano messo in atto tutti i provvedimenti utili per il distanziamento sociale e per garantire tutti gli standard di sicurezza”.

Alla manifestazione erano presenti tra gli altri Claudio Rodighiero e Alberto Guaitoli, rispettivamente presidenti di Anva-Confesercenti di Reggio e di Modena, il direttore di Confesercenti Emilia-Romagna Marco Pasi e il numero uno di Anva Emilia-Romagna Dario Domenichini.

Per Guaitoli la situazione del commercio su area pubblica “è ormai allo stremo. Siamo ancora chiusi e siamo le uniche attività che non possono vendere prodotti di prima necessità, nonostante siano stati approntati nuovi piani di sicurezza in collaborazione con le amministrazioni comunali per evitare assembramenti. La cosa più assurda è che i mercati sono all’aperto, dove tutti concordano sul fatto che i contagi risultano molto più difficili. Vogliamo ora sapere se è intenzione del governo far morire gli imprenditori del settore oppure se a prevalere sarà il buon senso, prevedendo seri piani per la ripartenza. Di sicuro non possiamo più andare avanti così”.



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