Nella seduta dello scorso 27 giugno il consiglio d’ambito di Atersir (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti) ha approvato la modifica del regolamento sul bonus idrico integrativo locale: dal primo gennaio 2023 lo sconto in bolletta per la quota di acqua indispensabile alla vita quotidiana passerà dal 50% al 75% per i nuclei familiari in condizioni di disagio economico-sociale, anche in considerazione delle ulteriori difficoltà derivanti dalla pandemia di questi ultimi due anni e mezzo e dal conflitto in corso in Ucraina.
Il bonus idrico locale integra il bonus idrico sociale nazionale regolamentato da Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), che fino a 18,25 metri cubi annui di acqua consumata per ogni componente del nucleo familiare prevede uno sconto in tariffa del 100% per quanto riguarda le quote della bolletta relative ad acquedotto, fognatura e depurazione. Ad esso si aggiunge il bonus idrico integrativo regionale di Atersir, che per gli ulteriori 18,25 metri cubi annui di acqua consumata per ogni
componente del nucleo familiare prevede uno sconto in tariffa sulle componenti di fognatura e depurazione che oggi è del 50%, ma che dal prossimo primo gennaio salirà al 75%.
Il bonus sarà riconosciuto automaticamente ai nuclei familiari che ne hanno diritto, senza la necessità di presentare alcuna domanda. I requisiti richiesti sono: appartenere a un nucleo familiare con indicatore Isee non superiore a 8.265 euro, oppure appartenere a un nucleo familiare con almeno 4 figli a carico (famiglia numerosa) e indicatore Isee non superiore a 20.000 euro, o ancora appartenere a un nucleo familiare titolare di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza.
“Il regolatore nazionale Arera e quello locale Atersir stanno aumentando il livello di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione”, ha spiegato il direttore di Atersir Vito Belladonna, “riconoscendo sconti in tariffa, in particolare per quella quota di acqua indispensabile alla vita quotidiana delle famiglie (potabile, igiene, cucina). Questa manovra la trovo coerente con la strategia generale sull’acqua che, partendo dai devastanti effetti dei cambiamenti climatici, sta definendo interventi infrastrutturali ormai indispensabili, da realizzare in gran parte con risorse che derivano dalle nostre bollette. È importante ricordarci che l’acqua non è un bene illimitato, mai come oggi lo stiamo vivendo sulla nostra pelle, e non è un bene a costo zero. Per averla dobbiamo prendercene cura e investire, consentendo nello stesso tempo che nessuno venga mai lasciato senza l’acqua necessaria per vivere, se si trova in vere condizioni di difficoltà socio-economica e ovviamente se si impegna a non sprecarla, così come dobbiamo fare tutti sempre”.







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