A fine marzo i carabinieri del reparto operativo di Parma, coordinati dalla procura della città ducale, hanno arrestato il titolare di un centro estetico della provincia emiliana, che è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale e lesioni aggravate.
Nella denuncia a suo carico, presentata da due tirocinanti, una delle quali minorenne, le giovani hanno raccontato i particolari di alcuni episodi di molestie di cui sarebbero state vittime all’interno del centro estetico.
Stando alla testimonianza della ragazza maggiorenne, che ha svolto il tirocinio in due diversi periodi, l’uomo in diverse occasioni l’avrebbe palpeggiata e le avrebbe strappato la mascherina per baciarla, promettendole anche regali in cambio di rapporti sessuali. A un certo punto il comportamento del titolare del centro sarebbe diventato ancor più invadente e volgare: davanti al netto rifiuto della tirocinante di sottostare alle richieste dell’uomo, infatti, quest’ultimo avrebbe afferrato la ragazza per le spalle, spingendola contro il muro in un angolo della stanza e, dopo averle bloccato le mani, le avrebbe portate a contatto con le sue parti intime. A quel punto, davanti alle resistenze della giovane, l’uomo le avrebbe violentemente girato i pollici di entrambe le mani verso il basso, procurando alla ragazza lesioni che hanno richiesto un intervento chirurgico e una prognosi di guarigione di trenta giorni.
L’episodio che avrebbe coinvolto la ragazza minorenne, invece, secondo il racconto della vittima sarebbe avvenuto in un momento in cui i due erano rimasti da soli nel centro estetico. Approfittando della circostanza, il titolare avrebbe spinto la giovane tirocinante all’interno di uno stanzino, baciandola e palpandole il seno: solo l’improvviso squillare di un telefono cellulare avrebbe consentito alla ragazza di allontanarsi velocemente, per confidare poi quanto accaduto prima a un’amica e successivamente ai genitori.
Il giudice per le indagini preliminari, sulla base degli elementi indiziari raccolti a carico dell’uomo, della relazione redatta dal consulente tecnico (che ha ascoltato la minore con la collaborazione del personale dei carabinieri specializzato nel contrasto ai reati di genere) e dei referti medici relativi alle lesioni riportate dalla tirocinante maggiorenne (ritenute compatibili con la dinamica dell’aggressione denunciata dalla ragazza), ha disposto per il titolare del centro estetico la misura cautelare degli arresti domiciliari.







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