Si è svolta la commemorazione dell’eccidio di villa Cadè nel quale furono uccisi 21 partigiani prelevati da un reparto della Wehrmacht nelle carceri di San Francesco di Parma e nel centro antiribelli di Ciano d’Enza. La cerimonia ha anche portato il suo omaggio ai 10 caduti, durante gli anni della guerra 1940 – 1945, di villa Gaida.
Molti dei partigiani prelevati dalle carceri erano provenienti dalla provincia di Parma. Vennero fatti allineare sulla via Emilia all’altezza del bivio per la località Quercioli e fucilati. I corpi vennero lasciati per tre giorni sul ciglio della strada come monito alla popolazione civile. Le salme furono poi tumulate presso il cimitero di Cadè e fu possibile il loro riconoscimento grazie alle fotografie scattate dal parroco locale e al collegamento con le stoffe degli indumenti delle vittime. Per uno di loro, a testimonianza della ferocia e della inumanità dell’atto, il riconoscimento non fu possibile per cui è rimasta perenne la foto con la dicitura ignoto.

Proprio a questa fotografia di ignoto e sul suo significato morale si sono richiamate le parole del neopresidente dell’Anpi provinciale di Parma Nicola Maestri che ha anche ricordato il radicamento nei nostri territori della resistenza.
L’assessore del Comune di Reggio Emilia Lanfranco De Franco nel suo intervento ha analizzato quei fatti del passato sviluppando un logico parallelo con i temi dell’attualità che sollecitano un impegno di tutti per la tolleranza, la democrazia e le libertà.
Elio Ivo Sassi presidente dell’ALPI APC reggiana, parlando anche a nome dell’ANPI provinciale, ha ricordato le ispirazioni ed i valori di pluralismo e civiltà’ che nacquero e si svilupparono nella resistenza. Queste diverse ispirazioni, sviluppate nei lavori dell’Assemblea costituente, sono divenute le radici della nostra Costituzione Repubblicana e hanno garantito oltre 70 anni di libertà, democrazia e progresso.

La commemorazione, a cui hanno presenziato i rappresentanti con i gonfaloni dei comuni di Reggio Emilia, Parma, Albinea, Casalgrande, Langhirano, Neviano degli Arduini, Noceto, Salsomaggiore Terme e Traversetolo, si è conclusa con la deposizione dei fiori nei cippi con la presenza anche di una composizione floreale prodotta nelle loro attività didattiche dai ragazzi della scuola elementare di Cadè.






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