I carabinieri di Bologna hanno notificato a un imprenditore di 45 anni la misura cautelare degli arresti domiciliari – anche se non sono ancora noti i reati contestati – per la sua partecipazione ad alcuni festini a base di cocaina e sesso organizzati negli anni scorsi nel Bolognese.
Si tratta di un nuovo filone (coordinato dal pubblico ministero Dambruoso) dell’inchiesta “Villa Inferno”, l’indagine della procura di Bologna che ha messo nel mirino un presunto giro di prostituzione e spaccio nel quale sarebbe stata coinvolta anche una ragazza che, all’epoca dei fatti, era minorenne; nel febbraio del 2020 era stata proprio la ragazza, con la sua denuncia, a far esplodere il caso.
Stando alle indagini durante questi party, organizzati nella villa di Pianoro dell’imprenditore edile Davide Bacci, la giovane sarebbe stata convinta a compiere atti sessuali in cambio di soldi e droga. Nel filone principale dell’inchiesta gli imputati sono accusati a vario titolo di induzione alla prostituzione minorile, spaccio, produzione di materiale pedopornografico e anche di una tentata truffa – per una vicenda parallela finita nello stesso fascicolo di indagine.







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