Al 31 dicembre, secondo i dati Istat, i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna sono 537.556, in flessione di poche decine di unità rispetto all’anno precedente.
A dirlo è il Dossier statistico immigrazione Idos-Confronti, presentato oggi a Bologna con i dati per l’Emilia-Romagna.
Rallenta quindi in regione la crescita della presenza di cittadini stranieri, che costituiscono il 12,1% della popolazione complessiva del territorio: si tratta dell’incidenza più alta fra le regioni italiane, in leggero incremento perché la popolazione italiana (e complessiva) è calata per effetto della pandemia di Coronavirus.
I cittadini non Ue, da soli, rappresentano il 9,3% della popolazione emiliano-romagnola. L’incidenza di residenti stranieri resta più alta nelle province nord-occidentali: a Piacenza è del 14,6%, a Parma del 14,3%, a Modena del 13%, a Reggio Emilia del 12,2%. Sotto la media regionale Bologna (11,7%), Ravenna (11,3%), Forlì-Cesena (11%), Rimini (10,7%) e Ferrara (9,5%). La comunità più rappresentata è quella romena, che raccoglie il 17,6% del totale dei cittadini stranieri residenti. Cresce l’incidenza degli alunni stranieri iscritti alle scuole della regione: erano il 17,1% del totale nel 2019/2020 (contro il 16,4% dell’anno prima). I bambini stranieri nati nel 2020 in Emilia-Romagna sono stati un quarto del totale dei nati nell’anno (in Italia il 15%). Tra gli stranieri minorenni, circa tre quarti (il 74,5%) sono nati in Italia.
Restano stabili gli occupati (circa 259.800), mentre calano del 6,4% a livello nazionale. Ma le donne straniere occupate diminuiscono da 122.867 a 115.952. Crescono le imprese condotte da cittadini stranieri: sono 55.999, il 12,5% del totale, con un incremento del 2,5% rispetto al 2019, mentre le imprese italiane sono diminuite (-1%). Sul versante delle rimesse, dopo anni di stazionarietà, i dati della Banca d’Italia indicano un aumento del flusso di denaro inviato nei Paesi di origine dei migranti: da 568 a 706 milioni, con un aumento del 24,3% rispetto al 2019.






Ultimi commenti
che in pratica nient'altro significa se non far pagare ai soliti noti (gia' abbondantemente vessati), costi che una massa di parassiti non puo' tirar fuori....
Già...Pantalon paga/il comune = pavone si fa bello con le piume nostre. Come sempre!
In realtà, direi che lo sciacallaggio è opera del c.d. centro sociale: privatizza gli introiti, tutti ad uso interno, mentre socializza le spese, scaricate sull'ignaro
però a dire certe baggianate una persona seria non sente un minimo di imbarazzo?
Cosa non sarebbe Reggio Emilia senza di lei. Futuro Sindaco ? Sindaca ? Sindac* ? o direttamente su uno scranno del Parlamento ?