La terza riunione di settembre della cabina di regia tra Ministero della salute, Istituto superiore di sanità e Regioni ha certificato l’ennesima discesa (è la settima consecutiva) dell’indice Rt relativo all’epidemia di nuovo coronavirus in Italia, confermando una tendenza al ribasso in atto senza interruzioni già dall’inizio del mese di agosto.
Il valore dell’indice di trasmissibilità dell’infezione da virus Sars-Cov-2, secondo i numeri del ministero e della Protezione civile riferiti al periodo compreso tra il 25 agosto e il 7 settembre, dopo essere già diminuito la settimana precedente (quando era stato calcolato in 0,92) è ulteriormente calato anche nei giorni successivi, scendendo a quota 0,85 e rimanendo dunque sotto la soglia epidemica (Rt = 1) che separa una situazione di epidemia in avanzamento (Rt maggiore di 1) da una situazione di epidemia in regressione (Rt inferiore a 1). In calo anche il cosiddetto “Rt ospedaliero”, ovvero l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero, sceso da 0,90 a 0,86 (range: 0,82-0,90).
Il monitoraggio settimanale ha evidenziato anche una nuova discesa (la seconda consecutiva, in questo caso) dell’incidenza settimanale dei contagi, passata da 64 a 54 nuovi casi di positività riscontrati ogni 100mila abitanti; un valore che resta ancora al di sopra – seppur di poco – della soglia ideale di 50 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, che consentirebbe un miglior controllo della trasmissione del virus grazie a un più efficiente contenimento (ovvero l’identificazione dei casi e il tracciamento dei relativi contatti).
Buone notizie anche per quanto riguarda il quadro delle regioni e delle province autonome classificate a rischio moderato, che sono al momento soltanto 4: Abruzzo, Molise e Province autonome di Trento e di Bolzano, mentre tutte le altre regioni sono attualmente considerate a rischio basso (e nessuna regione o provincia autonoma è ritenuta a rischio epidemico alto).
Si è invertito, nel frattempo, il trend (finora al rialzo) dei ricoveri ospedalieri associati a Covid-19: il tasso di occupazione nei reparti di terapia intensiva è infatti sceso – seppur lievemente – dal 6,2% al 6,1%, con un numero di persone ricoverate passate dalle 563 del 7 settembre alle 554 del 14 settembre; anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale ha fatto segnare un lieve decremento, scendendo dal 7,4% al 7,2%, con un numero di persone ricoverate passate dalle 4.307 del 7 settembre alle 4.165 del 14 settembre.
La circolazione della variante delta, ha confermato infine l’Istituto superiore di sanità, “è ancora prevalente in Italia. Questa variante è dominante nell’Unione Europea ed è associata a un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale. Una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus, sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità”.







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