“Raccoglieremo le firme per il referendum della giustizia: Fratelli d’Italia sostiene le necessarie riforme alla magistratura al fianco di tutto il centrodestra. Per questo saremo presenti sul territorio reggiano con i nostri banchetti dove sarà possibile firmare per una giustizia più equa”.
A dichiararlo è Alessandro Aragona, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, che annuncia l’adesione di FDI al referendum per la riforma della giustizia.
Dei sei quesiti oggetti della raccolta firme, il partito di Giorgia Meloni ne sottoscrive quattro: riforma del Csm, separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati, valutazione professionale delle toghe. Non v’è invece adesione sugli altri due punti (custodia cautelare e abrogazione “legge Severino“), figli più della legittima cultura radicale che della destra nazionale. La proposta referendaria sulla carcerazione preventiva, al di là delle condivisibili motivazioni, impedirebbe di arrestare spacciatori e delinquenti comuni che vivono dei proventi dei loro crimini. FDI vuole fermare la criminalità senza se e senza ma.

Allo stesso modo la legge Severino deve essere profondamente modificata per le sue evidenti storture, ma la sua totale abolizione significherebbe un passo indietro nella lotta senza quartiere alla corruzione e oltretutto rischierebbe di dare il potere ad alcuni magistrati di scegliere quali politici condannati far ricandidare e quali interdire dai pubblici uffici. Da sempre FDI si batte per un più equo processo, punto dal quale iniziare un processo di riforma radicale della magistratura: occorre lavorare per una vera parità processuale tra accusa e difesa attraverso la separazione delle carriere. “Tra i temi urgenti anche la riforma del Csm per estirpare il problema delle correnti, una criticità emersa in tutta la sua gravità con il caso Palamara – continua Aragona – Per Fratelli d’Italia è infatti inaccettabile la commistione tra politica e magistratura, che nega il principio della separazione dei poteri. Tra le nostre proposte per una giustizia più veloce, che assicuri la certezza della pena, anche la digitalizzazione del processo civile, dei giudici di pace, della giustizia ordinaria e della cassazione. La giustizia è, come l’ha definita il nostro Presidente Giorgia Meloni, ad oggi “il grande malato italiano”.






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