Le divisioni nella maggioranza sul coprifuoco sono riesplose in aula alla Camera in occasione del voto sugli ordini del giorno al decreto Covid. Per due volte il governo è costretto a chiedere una sospensione della seduta per condurre le trattative in maggioranza. Sul tavolo ci sono sette ordini del giorno, ma sono due in particolare, quelli presentati da Fdi e dalla Lega contro il limite del coprifuoco alle 22, a dividere la maggioranza. Da una parte dunque Lega, Forza Italia e Italia viva, favorevoli come Fdi a ritoccare il limite contenuto nel dl riaperture. Dall’altra Pd, Leu e una parte dei M5s, favorevoli a mantenerlo. Sulla materia si era già tenuto un tavolo di maggioranza. E a quanto riferito dal capogruppo di Fdi Francesco Lollobrigida, è intervenuto personalmente il premier Mario Draghi col ministro dei rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, per promuovere una mediazione. A quanto si apprende, D’Incà è andato da Draghi in Senato per mettere a punto la riformulazione del testo che consenta di ottenere un testo condivisibile anche dalla maggioranza. In sostanza, il nodo del coprifuoco, che il governo avrebbe affrontato nei prossimi giorni, è anticipato nella discussione in aula del dl covid.
Nel testo dell’odg leghista si inserirebbe una “valutazione” dei dati nel mese di maggio che consenta di procedere con “gradualità” nell’allentare ulteriormente le restrizioni. Dopo aver chiesto un’ora, il governo per le vie brevi ha fatto presente che serviranno anche solo venti minuti. A quanto apprende la Dire è stato raggiunto un accordo sulla base di una proposta avanzata dalla capogruppo dem, Debora Serracchiani. Il nuovo testo nell’odg della maggioranza “impegna il governo a valutare nel mese di maggio sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale l’aggiornamento delle decisioni prese con il decreto 52 del 2021, anche rivedendo i limiti temporali e di spostamento”.






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