Giovedì 15 aprile la Conferenza delle Regioni ha approvato le linee guida per la ripartenza delle attività economiche in sicurezza, una proposta che dovrà ora essere discussa con il governo e con il Comitato tecnico-scentifico.
La sintesi ha soddisfatto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, secondo cui “sulle riaperture servono soluzioni concrete e praticabili, per dare una speranza e una prospettiva vere ad attività che da troppo tempo non vedono la luce”.
Le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni, ha detto Bonaccini, “tengono insieme da un lato la prevenzione e la tutela della salute, che devono restare la nostra priorità assoluta, dall’altro la necessità di dare respiro a categorie allo stremo: commercianti, ristoratori, baristi, gestori di piscine e palestre, operatori della cultura e della creatività, il mondo dello sport”.
“È il metodo giusto”, ha concluso il governatore emiliano-romagnolo: “Stare al merito, definire le regole necessarie e condivise con la sanità pubblica e la comunità scientifica, unità e collaborazione istituzionale. Senza dividersi, magari solo per poter fare ogni volta una nuova promessa. Promesse che servono a poco, non certo a rimettere in moto tutto il Paese”.






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Ma chissenefrega di costei!
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In pratica sarà un altro tassello del progetto di sostituzione etnica così ben architettato dall'assessora e così supinamente avallato dalla cecità locale dedita a magnificare