A oggi è perfettamente possibile e consentito che un cittadino italiano possa trascorrere la Pasqua alle Canarie, ma non possa andare a fare un weekend in una località turistica all’interno del suo paese. “Un insulto alla logica che si traduce in danno enorme per le nostre imprese turistiche – dice la dirigenza di Federalberghi. Per il Presidente Giuseppe Roscioli si tratta di una situazione assurda: “Non riesco a capire la logica di queste disposizioni,” ha detto. “Ad oggi un milanese può liberamente, previo tampone negativo all’andata e al ritorno, recarsi ad esempio alle Canarie per Pasqua, ma non a Firenze, Roma o Palermo: perché? Se dobbiamo stare fermi, credo sia equo, giusto e sensato che questo valga per tutte le destinazioni: in caso contrario non si fa altro che danneggiare la nostra stessa economia.
Gli albergatori non hanno nulla contro il turismo outgoing, voce fondamentale all’interno del comparto turistico, ma ritengono che queste disparità rappresentino un tafazziano autogol. In Inghilterra viene multato chiunque esca dal Paese, da noi solo chi si sposta dentro i confini nazionali: a questo punto riteniamo preferibili norme dure ma egualitarie a disuguaglianze che incarnano controsensi inspiegabili.”
Indignato anche il presidente nazionale Bernabò Bocca: “Non mi posso muovere dal mio Comune, ma posso volare alle Canarie: è assurdo, mentre l’85% degli alberghi italiani è costretto a restare chiuso”. Gli imprenditori, dice, “si sentono presi in giro. Se ci sono delle regole da rispettare si rispettano, ma poi se queste valgono solo per alcuni, non possiamo accettarlo. Da un lato, chiudiamo gli italiani in casa, ma poi li facciamo andare in tutto il mondo: così si ammazza il turismo italiano. Sembra che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra”, aggiunge.






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