Il presidente incaricato Mario Draghi si prepara a salire al Colle per sciogliere la riserva, non prima di avere formato il nuovo governo i cui nomi esporrà in anteprima al capo dello Stato. L’ex presidente della Bce è pronto a scegliere i ministri che faranno parte della sua squadra.
La miscela dovrebe essere ibrida con la rappresentanza politica rispetto a quella tecnica più ridotta. Per il Pd circolano i nomi di Dario Franceschini, Andrea Orlando e Lorenzo Guerini. Non è da escludere neppure quello di Graziano Delrio.
Tra i Cinque Stelle c’è Luigi Di Maio. Per la Lega Giancarlo Giorgetti, Giulia Bongiorno e Gianmarco Centinaio.
Tuttavia alla fine potrebbero essere indicati solo dei tecnici d’area, per arrivare ad un governo completamente tecnico e senza nomi ingombranti dai partiti.
Ministero dell’Interno è possibile la conferma di Luciana Lamorgese.
Ministero degli Esteri, olltre all’ipotesi Di Maio, i nomi di Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina, e Marta Dassù, ex viceministro degli Esteri ai tempi di Enrico Letta.
Non dovesse essere Draghi il ministro dell’Economia, i nomi più probabili sembrerebbero quelli Dario Scannapieco, vicepresidente della Bei, dell’economista Lucrezia Reichlin ma anche il professore Carlo Cottarelli. Il manager Vittorio Colao e il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini.
Ma anche l’ex direttore generale di Confindustria Marcella Panucci, l’economista Lucrezia Reichlin, il dirigente e accademico Franco Bernabè ed Ernesto Maria Ruffini, attuale capo dell’Agenzia delle entrate.
Ministero della Giustizia, tra i nomi indicati Marta Cartabia, presidente della Consulta, e Paola Severino, già Guardasigilli del governo Monti.
Ministero dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, professore di politica industriale ed ex assessore in Emilia-Romagna, e Cristina Messa, già rettrice dell’Università Bicocca di Milano.






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