Continua a far parlare di sé il deputato e consigliere comunale reggiano della Lega Gianluca Vinci, che anche nel weekend appena concluso – così come già aveva fatto in quello precedente – ha mangiato per almeno due volte al ristorante in palese violazione delle norme anti-Covid previste nel Dpcm attualmente in vigore.
Per quanto riguarda il settore della ristorazione, infatti, in Emilia-Romagna – che è ancora tra le regioni in zona arancione – sono consentite solamente la vendita per asporto (fino alle 22) e la consegna a domicilio (senza limiti di orario), ma non la consumazione di cibo e bevande sul posto.
Nelle foto pubblicate dallo stesso parlamentare sui social, invece, l’onorevole Vinci appare comodamente seduto al tavolo di locali aperti al pubblico, accompagnato dalla fidanzata Giorgia Manghi (iscritta a Fratelli d’Italia, partito che tuttavia già la scorsa settimana aveva preso le distanze dal comportamento della sua tesserata) e intento a consumare pranzi e cene in barba alle regole: nella serata di venerdì 22 gennaio a “La Filetteria” di Sassuolo, in provincia di Modena, e nella mattinata di domenica 24 gennaio (ma la foto potrebbe riferirsi alla cena del sabato sera) al ristorante “La Noce” di Albinea, in provincia di Reggio.
“Continua la lotta dei ristoratori per la sopravvivenza! Mense degli ospedali aperte mentre le trattorie chiuse per Covid? La protesta va avanti a oltranza, il Governo pensa a sopravvivere invece che a far sopravvivere le imprese”, si è giustificato lo stesso Vinci su Facebook.
Il riferimento, come esplicitato anche dall’hashtag che accompagna i post del deputato leghista, è all’iniziativa #IoApro, organizzata negli ultimi due weekend da alcuni ristoratori italiani: una forma di protesta che prevede l’apertura al pubblico dei locali della ristorazione, sfidando platealmente i divieti previsti nel Dpcm, nonostante per queste violazioni siano previste sanzioni sia per i gestori dei locali stessi (più la chiusura completa dell’attività fino a 5 giorni, o il sequestro del locale in caso di recidiva) che per i clienti presenti al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine.
“Tutti devono aprire”, ha rincarato la dose il parlamentare del Carroccio (nonché di professione avvocato) nei commenti a uno dei suoi post, invitando altri ristoratori a disobbedire alla legge. A un utente lombardo che chiedeva indicazioni su altri locali aderenti alla protesta #IoApro nella zona di Busto Arsizio o Gallarate “per unirmi alla solidarietà” (“informazione da farmi avere privatamente per non compromettere nessuno”, ha tenuto però a specificare il cauto commentatore) ha risposto pubblicamente lo stesso Vinci: “Si trovano su Internet”.






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