No Music… No World

Shakespeare

Il periodo natalizio non è stato un periodo facile poiché mi sono trovato alle prese con il covid, è stata un’esperienza intensa, dolorosa, ma anche di analisi di com’è la mia vita, se sto centrando il bersaglio, se sto perseguendo il fine che ho a cuore.

Nel momento in cui sei a letto alle prese con una malattia che potrebbe portarti in ospedale ti chiedi: “Ho fatto tutto ciò che volevo fare in questa vita?”

Mi sono risposto di no. Per i miei figli, che desidero veder crescere dando loro forza perché possano volare nel mondo equipaggiati. Per mia moglie Aurea, cui desidero essere a fianco ancora per un po’ in questa forma fisica. Per il poter condividere ciò che ho appreso con chi è disposto ad ascoltare. E soprattutto desidero imparare, apprendere ancora dalla vita.

Pochi giorni dopo aver superato la malattia (che per fortuna non mi ha portato in ospedale, ma ci sono andato vicino), era in programma l’uscita del primo album del gruppo in cui suono, i Pneuma.
Si tratta di un progetto artistico nato tre anni fa. Uscivo da un periodo difficile al lavoro, e capendo che le risorse per rigenerarmi non potevo prenderle dallo stesso luogo in cui dovevo portarle, decisi di riprendere in mano una passione del passato: la musica elettronica (in particolare la techno), ora non più come DJ che mixa dischi in vinile, ma come compositore.

Mi informai in rete su quali macchinari e programmi potevo utilizzare per comporre e con impeto acquistai ciò che mi serviva, avevo l’entusiasmo di un bambino alle prese con il giocattolo preferito.
Scoprii che mi mancavano delle basi musicali e la generosità della vita mi fece incontrare sulla mia strada delle persone che mi istruirono: Paolo e Dario, grandi musicisti. Poi ero parecchio carente anche dal punto di vista tecnico sul funzionamento delle macchine e programmi e per questo incontrai invece David e Walter.

Desideravo condividere ciò che avevo imparato, quindi chiesi al mio caro amico Giulio se voleva suonare il basso su ciò che proponevo musicalmente. Iniziammo così a fare prove assieme.

Ad una sagra paesana dovevo suonare dopo il gruppo degli Underflow, di cui mi colpì una chitarra: la suonava
Matteo, lo invitai a far parte dei Pneuma ed anche lui accettò.

Ci trovammo tutti e tre assieme a suonare e comporre l’album, molte volte on-line a causa del lock-down.
Sulla nostra strada incontrammo Luca che ci ha fatto un lavoro di mixing e mastering grazie all’amico Alessandro dei Dissociative Tv.

L’esperienza musicale significa un mondo di relazioni. L’arte, pensata secondaria, in questo momento difficile non lo è affatto, né per chi la produce, né per chi ne fruisce.
Un mondo senza musica, senza cultura, senza arte come ve lo immaginate? Come ben descrive Shakespeare nel

Mercante di Venezia:

“L’uomo che non ha musica in se stesso
che non è smosso dai suoi dolci suoni
è spesso un traditore, un ladro, un baro.
Le sue emozioni sono fredde e nere
come la notte e scuri i suoi affetti
più dell’inferno. No non ti fidare
di un tale uomo. Ah! Senti la musica.”

Attraverso questo album ho cercato di proporre a chi ascolta alcuni tratti importanti della mia vita, come “Le quattro Nobili Verità del Buddha”, l’impermanenza espressa dalle otto similitudini dell’illusione, il diventare liberi da qualcosa solo nel momento in cui c’è un fine, ciò che ho appreso dagli insegnamenti di
Miten Veniero Galvagni… E poi suoni distorti e ritmo che mi smuovono dentro mescolato all’amicizia che nutro nei confronti dei componenti del gruppo.

Che fine avrebbe fatto quell’energia se non l’avessi convogliata, se non mi fossi fatto canale di una forma artistica?

Sarebbe divenuta lamento, poi protesta, poi malattia perché non accettavo la vita per così com’era.
Attraverso la musica, attraverso i suoni, mi sono prestato ad essere canale espressivo di qualcosa di più grande, mi sono messo al servizio delle idee approdate in alcuni momenti e ci ho creduto.
È avvenuta una trasformazione dentro di me, l’energia sessuale che per Jung è anche energia psichica si è tramutata nell’album dei Pneuma.

Ora mi sento vuoto, non ho voglia di comporre, ho la percezione di essere stato attraversato da un fiume in piena, mi sento come un guscio vuoto.

Buon Ascolto: PNEUMA




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