La Regione Emilia-Romagna ha confermato anche per il 2020 l’impegno per far sì che i medici specializzati siano in numero adeguato alle necessità del territorio, finanziando con risorse proprie (un milione e 800mila euro aggiuntivi rispetto a quelli garantiti dallo Stato) la prima annualità dei contratti di formazione specialistica: dalla chirurgia generale alle malattie infettive e tropicali, dalla geriatria all’otorinolaringoiatria, fino alla pediatria.
Con questo stanziamento sovvenzionerà direttamente 72 specializzandi per l’anno scolastico 2019-2020, due in più rispetto all’anno precedente. Considerando i 1.392 contratti garantiti dallo Stato per le scuole di specialità attivate nelle università dell’Emilia-Romagna (su un totale di 13.400 a livello nazionale) e l’impegno di Regione e aziende sanitarie, si arriva dunque complessivamente a quota 1.464 contratti di formazione specialistica, 533 in più rispetto ai 931 dello scorso anno.
Un incremento di oltre il 57% che permetterà di raggiungere la massima capacità formativa delle scuole di specializzazione di area sanitaria più critiche dei quattro atenei dell’Emilia-Romagna, a partire da Emergenze urgenze e Malattie infettive.
L’accesso ai corsi è subordinato a queste condizioni: impegno a prestare la propria attività lavorativa nelle strutture e negli enti del servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna per un periodo pari almeno alla durata del corso di specializzazione frequentato, a partire dal conseguimento del diploma di specializzazione; aver conseguito il diploma di laurea in uno degli atenei emiliano-romagnoli, ovvero essere residente in Emilia-Romagna alla data di scadenza della domanda di iscrizione al concorso.
Dei 72 contratti finanziati dalla Regione, 27 sono destinati all’università di Bologna (uno in Chirurgia generale, uno in Chirurgia toracica, 4 in Geriatria, uno in Neurologia, 6 per Ortopedia e traumatologia, 6 per Pediatria, 2 per Psichiatria, 5 per Radiodiagnostica e uno per Urologia), per un totale di 675mila euro; 13 all’università di Ferrara (uno in Dermatologia e venereologia, uno in Endocrinologia, uno per Geriatria, uno per Neurologia, 3 per Ortopedia e traumatologia, 3 per Pediatria, uno per Psichiatria e 2 per Radiodiagnostica), per 325mila euro; 19 all’università di Modena e Reggio (2 per Geriatria, uno per Malattie dell’apparato digerente, 5 per Ortopedia e traumatologia, uno per Otorinolaringoiatria, 5 per Psichiatria, 4 per Radiodiagnostica e uno per Radioterapia), per 475mila euro; 13 all’università di Parma (2 per Geriatria, uno per Malattie infettive e tropicali, uno per Medicina fisica e riabilitativa, 6 per Pediatria e 3 per Psichiatria), per complessivi 325mila euro.






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