Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, con un lungo post su Facebook, ha annunciato la decisione di voler iniziare a denunciare le persone che sui social network si rendono protagonisti di insulti e minacce nei suoi confronti. “Stiamo vivendo in un clima di rabbia e di odio, bastino come esempi i commenti sui social network. Siamo bombardati da una manica di imbecilli (una minoranza frustrata e urlante) che ogni giorno vomita gratuitamente odio, xenofobia, razzismo, offese personali, minacce e violenza”, ha sottolineato il primo cittadino emiliano.
La cosa, tuttavia, secondo Pizzarotti “non stupisce: abbiamo un ministro dell’Interno che evoca ruspe e chiama “zingaraccia” le persone di diversa etnia. La politica è specchio di una società sofferente e con la febbre alta. Ma al di là del pensiero politico di ognuno, noi (tutti) possiamo scegliere se aizzare, incitare, infiammare gli imbecilli, oppure cercare di utilizzare una dialettica e un modo di porci tali da farci riflettere, sì, ma senza innescare bombe di disprezzo, intolleranza e violenza. Possiamo farlo, è nostra facoltà”.
La politica, ha ammesso il sindaco di Parma, “ha le sue responsabilità, mi ci metto in mezzo. Ma ce l’hanno anche i giornali”. A innescare la decisione di Pizzarotti è stato un commento comparso sotto un articolo della Gazzetta di Parma, pubblicato da un utente che ha criticato con pesanti illazioni il primo cittadino e ha augurato alla famiglia dello stesso Pizzarotti di poter subire violenza: per questo motivo l’utente sarà denunciato (“la prima denuncia in otto anni da sindaco”, ha tenuto a precisare Pizzarotti).
“Sono una persona paziente e di solito compatisco l’ignoranza. Non in questo caso: mettono in mezzo la mia famiglia, la offendono e le augurano violenze carnali della peggior specie. Non è accettabile, tanto più se questa violenza non viene intercettata da chi gestisce le pagine social e prontamente spazzata via con un click dello smartphone”.
“Isoliamo i violenti con la civiltà. #Facciamolotutti. Non negheremo loro il diritto di parola, non sia mai: grazie al diritto di parola sapremo evidenziare meglio l’ignoranza di alcuni rispetto alla civiltà di tutti gli altri”. Nel frattempo, però, per quanto riguarda il caso in questione si esprimerà un giudice del tribunale.






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Ma sì, concedete alla crema della moderna società multietnica una onorificenza, sicuramente ve ne saranno grati e soprattutto riconoscenti.
Però se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
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Siamo tutti in trepidante attesa di un servizio di Telepartito (pardòn: Telepeggio) in cui qulache anima bella, dolce, candida e pura ci spieghi che la