Martedì 8 settembre nella sede della Regione Emilia-Romagna, a Bologna, è stato firmato il nuovo Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale, siglato da istituzioni pubbliche e parti sociali (sindacati, associazioni imprenditoriali e professionali, enti del terzo settore, università, Ufficio scolastico regionale) insieme al presidente della Regione Michele de Pascale e al vicepresidente Vincenzo Colla.
Tra i firmatari anche il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, che ha parlato di “accordo di rilevanza strategica”: “Viene aggiornato uno strumento politico-programmatico unico in Italia, che individua una visione frutto del confronto tra tutti i firmatari, che vede tra i temi individuati quelli del lavoro di qualità, dell’educazione e della formazione, dello sviluppo sostenibile, delle diseguaglianze (economiche, sociali, territoriali, di genere, generazionali), della casa, della transizione energetica ed ecologica, della trasformazione digitale, della salute e del welfare”.
Si parte, spiega ancora Massari, da una premessa condivisa: “Contrastare l’inverno demografico, essere più attrattivi per le persone e per le imprese, investendo in educazione e formazione di qualità, poli di ricerca e innovazione. Da Reggio Children all’Università, passando per il Parco Innovazione che continua a essere attrattore di talenti e imprese, il sistema Reggio ha ben presente quale sia la direzione e continuerà a perseguirla. Come ha detto il presidente de Pascale, ‘non possiamo permetterci di ignorare le opportunità e gli investimenti che cadono sul nostro territorio’”.

Nel Patto viene introdotto un pilastro decisivo, quello dell’economia e dell’innovazione sociale: “Un’intera comunità si fa carico delle fragilità in un contesto di coesione sociale, affinché lo sviluppo economico sia inclusivo e sostenibile con l’impegno a ridurre le diseguaglianze e le discriminazioni di genere, migliorare la sicurezza sul lavoro e offrire a chiunque viva e lavori nei nostri territori un tenore di vita più che dignitoso”.
Per quanto riguarda la transizione energetica e climatica, il piano individua obiettivi sfidanti, come la neutralità carbonica al 2050 e la produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 100% dei consumi elettrici entro il 2035 – quadruplicando la produzione attuale, da 9 a 41 TWh.
“Il patto che abbiamo firmato”, conclude Massari, “si integra con la strategia della nostra amministrazione e impegna il nostro Comune a essere parte attiva del tavolo permanente di concertazione e a misurarsi, negli anni a venire, con gli obiettivi e gli indicatori che da esso deriveranno: una sfida che impegna tutta la nostra comunità”.






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