Ammontano a oltre 190.000 euro, secondo le stime, i danni dei disordini scoppiati nella serata di lunedì 20 luglio nel centro storico di Bologna.
Dopo il presidio pacifico convocato dal sindaco Matteo Lepore in piazza Nettuno per chiedere che fosse fatta chiarezza sulla morte di Abderrahim Fakir, alcuni gruppi di manifestanti si erano spostati in piazza Roosevelt, dove hanno sede la Prefettura e la Questura: ne erano nati lanci di bottiglie, oggetti e bombe carta all’indirizzo della polizia, che aveva risposto con cariche, idranti e lacrimogeni. Gli scontri si erano poi allargati ad altre zone del centro.
Un primo bilancio della ricognizione è stato tracciato dall’assessora con delega alla sicurezza urbana Matilde Madrid durante il question time in Comune. La parte più rilevante riguarda beni pubblici: tre auto del Comune incendiate, 13.700 euro di danni a diverse decine di cassonetti stradali e cestoni Hera (alcuni dei quali bruciati), quasi 30.000 euro di danni a decine di biciclette elettriche di RideMovi (alcune bruciate, altre usate come materiale da barricata).

Il cantiere di via Rizzoli ha subìto danni per circa 150.000 euro: danneggiati soprattutto tre macchinari, per i quali l’azienda appaltatrice dei lavori ha già sporto denuncia.
“Ora che abbiamo concluso la stima dei danni al patrimonio pubblico”, spiega Madrid, “procederemo in tempi brevissimi a sporgere denuncia con richiesta di risarcimento dei danni subìti da imputare a carico dei responsabili, che auspichiamo vengano quanto prima individuati visto che oggi apprendiamo dalla stampa che ci sono immagini che riprendono ogni secondo”. Se ci sarà un processo, conclude l’assessora, “valuteremo la costituzione come parte civile”.






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