Tra i numerosi episodi di violenza registrati lunedì scorso durante i disordini scoppiati a Bologna al termine del presidio convocato dal sindaco Lepore per la morte di Abderrahim Fakir, ce n’è stato uno particolarmente odioso: una squadra di vigili del fuoco del distaccamento bolognese “Carlo Fava” è stata aggredita durante le operazioni di spegnimento di un incendio divampato in un appartamento e causato, con ogni probabilità, da un fumogeno lanciato da un manifestante sul balcone di un palazzo.
Durante l’intervento i vigili del fuoco, arrivati sul posto con un’autopompa e un’autoscala, sono stati bersaglio di un lancio di oggetti, e l’autoscala di servizio è stata seriamente danneggiata: nonostante questo, i pompieri sono comunque riusciti a portare a termine il lavoro e a spegnere le fiamme.
L’episodio, in ogni caso, rimane di gravità assoluta: “Questo inqualificabile atto di violenza e intolleranza non può essere sottaciuto ed esprimiamo quindi tutta la nostra solidarietà e vicinanza al personale operativo del comando di Bologna che si è trovato, suo malgrado, in una condizione di ulteriore pericolo rispetto alla loro incolumità, nel bel mezzo dei ben noti violenti tumulti”, commentano il sindacato autonomo dei vigili del fuoco Conapo e la Fns Cisl dei vigili del fuoco dell’Emilia-Romagna.
“È assolutamente incomprensibile che questa ondata di vero e proprio odio coinvolga anche chi presta soccorso senza alcuna distinzione rispetto alle ideologie e alle ragioni espresse in quelle circostanze, che riteniamo vadano ben oltre il rispetto dei principi democratici che fondano il nostro Paese e a cui il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco si ispira coi propri valori di solidarietà, essendo parte integrante e primaria delle istituzioni che devono garantire ai cittadini sicurezza e soccorso a prescindere da chiunque esso sia”.
Quanto accaduto, secondo Conapo e Fns Cisl, “denota purtroppo come nel nostro Paese sia evidente la perdita progressiva dei valori di democrazia anche quando si protesta, ricorrendo frequentemente alla violenza e alla mancanza di rispetto che non porta mai alla risoluzione del problemi, anzi, provoca solamente inutili danni a chi non c’entra e un’assurda quanto diffusa tensione che danneggia il clima in cui la gente vive. […] Si confida nella magistratura e nel prefetto per un intervento decisivo al fine di tutelare chi presta soccorso alla cittadinanza”.






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