Romano Albertini lascia Salvini e la Lega per Vannacci: entra in Futuro Nazionale

Romano Albertini Futuro Nazionale – XX

Romano Albertini, già consigliere provinciale di Reggio Emilia e vicesindaco di Toano, ha lasciato la Lega dopo decenni di militanza per aderire a Futuro Nazionale, il partito politico fondato lo scorso febbraio da Roberto Vannacci.

“Con dispiacere, ma è giunta l’ora di dire basta”, spiega lo stesso Albertini: “Dopo più di trent’anni di militanza nella Lega, posso dire che le soddisfazioni sono state molte, ma non sono mancati i momenti difficili e le delusioni personali. Ho iniziato quando credere in questo movimento voleva dire crederci davvero: ricordo gli anni nel direttivo provinciale di Reggio, la squadra guidata da Genesio Ferrari, l’orgoglio di portare Bossi tra la nostra gente sull’Appennino. La passione era tanta, tanti quanti erano i chilometri percorsi su e giù per queste montagne, a costruire qualcosa in cui credevo con tutto me stesso. Erano gli ideali del federalismo, del territorio, della gente prima delle poltrone”.

Poi, però, “sono cominciati i problemi interni e le delusioni. Ho continuato a mettermi in gioco, anche con l’appoggio ufficiale del centrodestra a livello provinciale, perché non ho mai smesso di credere che valesse la pena provarci. Ma ho dovuto scoprire i soliti giochi di palazzo, un direttivo che non rappresenta più niente e nessuno e che ormai va avanti solo a forza di sotterfugi e promesse mancate. Chi ha creduto di potermi usare quando faceva comodo, salvo poi convincersi di poter fare a meno di me, ha finito per pagare le proprie manovre. Perché il rispetto, quello vero, non si compra e non si baratta”.

Tornando alla Lega, per Albertini “alla delusione si è aggiunto un Salvini che non si è accorto di aver perso il contatto con la base. Un partito che sa sempre più di Salvini e sempre meno di Lega, avendo abbandonato tutti i suoi principi fondanti, a cominciare dal federalismo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la candidatura delle ragazze con il velo, accompagnata dallo slogan “Vota Lega… vota Islam”, con tanto di simbolo. A completare il quadro, un dissenso all’acqua di rose: a quel punto la mia pazienza è giunta al termine. In conclusione, e con grande rammarico, non mi riconosco più in questa Lega Salvini premier”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu