La grande novità culturale del prossimo autunno a Reggio Emilia è senza dubbio la riapertura, dopo un importante intervento di riqualificazione (ancora in corso), di Palazzo Magnani, lo storico edificio di corso Garibaldi che fu di Luigi Magnani e che da quasi trent’anni ospita le attività espositive della Fondazione Palazzo Magnani.
I lavori puntano a rendere gli spazi più accessibili, più funzionali e più adeguati ad accogliere mostre di alto livello nazionale e internazionale. Il quadro economico dell’intervento prevede 800.000 euro per il restauro e la riqualificazione degli spazi interni, più circa 125.000 euro messi a disposizione dalla Provincia di Reggio Emilia (proprietaria dell’edificio) per la sistemazione della facciata su corso Garibaldi e del balconcino storico: l’investimento complessivo, dunque, supera i 925.000 euro.
Le risorse per il restauro degli spazi interni provengono da varie fonti: 394.455,50 euro di contributo regionale, 150.000 euro stanziati dalla Provincia, 255.544,50 euro ottenuti dalla Fondazione Palazzo Magnani tramite un mutuo – più i suddetti 125.000 euro dell’ente provinciale per la parte esterna dell’edificio.

I lavori riguardano l’intera struttura del palazzo: è stata rifatta l’impiantistica, sono stati ripensati gli spazi e l’organizzazione delle sale, sono stati introdotti sistemi più flessibili per gli allestimenti e nuove soluzioni per l’illuminazione. Al piano terra gli ambienti avranno una vocazione più “urbana” e accogliente, a partire da un ingresso pensato come invito alla città e alla cittadinanza. Il nuovo assetto prevede inoltre interventi per migliorare l’accessibilità e superare le barriere architettoniche esistenti, nel rispetto della natura storica dell’edificio e in dialogo con la Soprintendenza per i beni culturali.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla parte esterna: in parallelo a un’approfondita indagine storica, infatti, è in corso un confronto con la Soprintendenza per definire la scelta della cromia finale che restituirà alla facciata di Palazzo Magnani il suo volto originario. Lo studio sul colore, insieme al già previsto restauro del balconcino e dei cornicioni, contribuirà a restituire nuova vita all’immagine esterna dell’edificio, valorizzandone l’identità storica e il rapporto con il contesto urbano circostante.
Tra le novità più significative, ci saranno nuovi spazi per i visitatori e per le famiglie: un bookshop minimale, una sala lounge per sostare, leggere e consultare i cataloghi delle mostre e, per la prima volta, un laboratorio dedicato alle scuole dell’infanzia. Un palazzo, quindi, non solo rinnovato dal punto di vista tecnico, ma più aperto ai bambini e alle bambine, alle loro famiglie e in generale a pubblici diversi.
Grande attenzione, poi, è stata riservata anche al lavoro degli allestitori. Le sale saranno dotate di pareti e superfici pensate per adattarsi meglio ai diversi progetti espositivi, con pannelli che consentiranno di personalizzare colori, percorsi e allestimenti senza intervenire sulle murature storiche dell’edificio: una soluzione che consente di salvaguardare le pareti originali, lasciando comunque ampio margine di creatività agli allestitori. Al piano superiore, il nuovo sistema di illuminazione sarà completamente modulabile: luci regolabili, personalizzabili e, se necessario, rimovibili – in tutto o in parte – in base alle esigenze della mostra di turno.
“Palazzo Magnani è uno dei luoghi simbolo della cultura reggiana e rappresenta un punto di riferimento non solo per la città, ma per tutto il territorio provinciale”, sottolinea il presidente della Provincia Giorgio Zanni: “Per questo, come Provincia, abbiamo voluto accompagnare la nuova programmazione culturale con un investimento concreto sulla rigenerazione degli spazi, perché la qualità dell’offerta culturale passa anche dalla cura dei luoghi che la ospitano”.
La Provincia mette in campo complessivamente circa 275.000 euro: “È una scelta che guarda al futuro: rendere Palazzo Magnani più accessibile, più funzionale, più aperto e più adeguato alle ambizioni culturali che la Fondazione ha saputo costruire in questi anni. Rigenerare Palazzo Magnani significa rafforzare un presidio culturale che appartiene alla comunità. È una casa di proprietà della Provincia, ma è soprattutto una casa pubblica, dei cittadini e del territorio. Investire su questo edificio significa investire sulla cultura come infrastruttura civile: un luogo capace di attrarre grandi progetti, ma anche di essere più vicino alle persone, più fruibile e più popolare, nel senso più alto e nobile del termine”.
La consegna dei lavori è prevista per settembre. Seguiranno le ultime finiture, le pulizie generali e l’avvio degli allestimenti in vista della riapertura di Palazzo Magnani: il 14 novembre inaugura infatti la mostra “Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij”, curata da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi, fulcro della nuova stagione della Fondazione.






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