Lunedì 6 luglio è il giorno dell’autopsia sul corpo di Raffaele Stipa, il titolare della pizzeria Yoghi di Reggio Emilia ucciso a coltellate una settimana fa nel suo locale di via Gran Sasso d’Italia.
L’esame autoptico dovrà fornire ulteriori elementi per ricostruire ancor più nel dettaglio la dinamica di quanto accaduto nella serata di lunedì 29 giugno, quando il pizzaiolo è stato aggredito e accoltellato a morte mentre lavorava dietro al bancone.
Stando all’esame preliminare esterno, la vittima sarebbe stata raggiunta da almeno quattro fendenti, alla schiena e al collo, ma sarà appunto il medico legale a valutare e giudicare la gravità di ogni singola ferita inferta dall’assassino.
Assassino che, secondo gli inquirenti, ha un nome e un cognome ben precisi: Andrea Pellati, 43 anni, cliente abituale della pizzeria, arrestato poche ore dopo il delitto. La scorsa settimana il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Francesco Panchieri ha convalidato il suo fermo, disponendo per lui la custodia cautelare in carcere, in attesa del processo.
È caduta, nel frattempo, l’aggravante della premeditazione, una delle due – l’altra è quella dei futili motivi – contestate dalla Procura reggiana: secondo il giudice sarebbe stato troppo limitato il lasso di tempo intercorso tra il momento di quella che è ritenuta la “causa scatenante” della furia omicida di Pellati (il fatto che il pizzaiolo, all’ora di pranzo del 29 giugno, si fosse rifiutato di concedere ulteriore credito a Pellati, che aveva inviato un amico a ordinare delle pizze) e l’aggressione risultata poi fatale, avvenuta poche ore dopo, intorno alle 22 dello stesso giorno.






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